Grandinata, agricoltura in ginocchio
Danni ingenti nelle province di Ascoli, Fermo e Macerata e nel basso fanese.

ANCONA - La violenta ondata di maltempo che nella giornata di ieri, 21 luglio, ha colpito le Marche ha provocato gravi danni alle coltivazioni nella zona della bassa fanese e soprattutto nelle province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata. Grandine, piogge intense e forti raffiche di vento si sono abbattute su numerosi territori, compromettendo in pochi minuti il lavoro svolto dagli agricoltori durante mesi di attività.
Le prime segnalazioni raccolte da Cia-Agricoltori Italiani Marche descrivono una situazione particolarmente difficile. In un contesto che ha risparmiato sostanzialmente le province di Ancona e Pesaro-Urbino, c’è l’eccezione della zona tra il Metauro e il Cesano, in cui le dimensioni dei chicchi di grandine caduti hanno portato danni ingenti a vigneti e campi di girasole.
Un vero disastro invece è quello che si registra nelle province di Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. “Non c’è al momento – sono le parole del Direttore Cia Macerata-Fermo-Ascoli Mauro Moreschini – nessun vigneto che faccia registrare danni inferiori al 50% nelle aree colpite. Sono presenti vigneti nel territorio di Ripatransone che denunciano anche il 100% dei danni”. Sono state colpite “anche le coltivazioni di frutta, in particolare pesche e mele. Proprio adesso si stà avviando la raccolta delle prime varietà di mele, mentre le pesche medio-tardive risultano completamente distrutte. I danni interessano in particolare la zona di Ortezzano e, più in generale, gran parte della bassa Valdaso”.
Questo è l’elenco dei comuni più colpiti dalla grandinata di ieri: Falerone, Sant'Angelo, Servigliano, Montegiorgio (Zona Bassa) Monteleone Di Fermo, Μοntottone, Ortezzano, Monte Vidon Combatte, Petritoli, Montefiore Dell Aso, Massignano, Carassai, Porchia - Di Montalto, Cossignano, Ripatransone, Acquaviva Picena, San Benedetto Del Tronto, Monteprandone, Monsampolo del Tronto.
“Nell’Alto Fermano – prosegue Moreschini - sono state colpite anche le colture portaseme, i girasoli, gli ortaggi, le colture orticole, che hanno subito danni molto pesanti. Un discorso a parte riguarderà gli oliveti, che quasi certamente avranno riportato conseguenze rilevanti. Se ampliassimo il discorso anche ai danni alle rimesse agricole e ai fabbricati, capiremmo l’entità dello sconvolgimento portato all’agricoltura dalla grandinata di ieri. Alcuni pannelli fotovoltaici sono stati letteralmente disintegrati. Molti imprenditori lamentano danni sostanziali dell’intera copertura della rimessa degli attrezzi”.
I tecnici e le strutture territoriali dell'organizzazione sono al lavoro per raccogliere le comunicazioni delle aziende e ricostruire con maggiore precisione l'estensione dei territori interessati e l'entità delle perdite. Il bilancio è ancora in corso, ma appare già evidente la presenza di danni rilevanti alle produzioni, alle piante e, in alcuni casi, alle strutture aziendali.
“È un anno decisamente complicato, anche per le condizioni estreme del meteo”, dichiara il presidente di Cia Marche, Alessandro Taddei. “ Se a inizio del mese scorso, registravamo danni soprattutto in provincia di Ancona, stavolta è il sud della nostra regione a essere stato colpito e in parte il basso fanese. Ancora una volta le imprese agricole si trovano a fare i conti con un evento di eccezionale violenza, capace di cancellare in pochi minuti investimenti, raccolti e reddito". Ci riuniremo di nuovo con le istituzioni per avviare immediatamente una ricognizione puntuale dei danni, mettendo in campo tutti gli strumenti disponibili per sostenere le aziende".
Cia Marche invita tutte le aziende interessate a documentare tempestivamente le perdite subite e a rivolgersi agli uffici territoriali dell'organizzazione per ricevere assistenza. Allo stesso tempo, chiede alla Regione Marche e agli enti competenti a verificare rapidamente la sussistenza delle condizioni necessarie per il riconoscimento dello stato di calamità e per l'attivazione di misure straordinarie.
"Di fronte alla crescente frequenza di grandinate, nubifragi, siccità e sbalzi termici non è più possibile considerare questi fenomeni come episodi occasionali", sottolinea Matteo Carboni, presidente di Cia Ascoli-Fermo-Macerata. "Occorre rafforzare gli strumenti di prevenzione, assicurazione e gestione del rischio, ma soprattutto garantire risposte rapide e concrete alle imprese che subiscono danni tali da mettere in discussione la prosecuzione della loro attività".
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