“Le lettere dei conigli”, nelle Marche l’amore attraversa la guerra nel corto di Elisa Galiè con protagonisti Paolo Calabresi e Fabrizio Gifuni

Due innamorati, la distanza imposta dalla guerra e le parole affidate ad altre mani. Un amore che trova nella scrittura di altri la strada per raggiungersi: è il cuore di Le lettere dei conigli, il cortometraggio scritto e diretto da Elisa Galiè, con protagonisti Paolo Calabresi e Fabrizio Gifuni, al centro del set visit organizzato dalla Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission al Granaio Romano di Campofilone.
Prodotto da Pier Giorgio Bellocchio, Manetti bros. e Désirée Manetti, il corto è una produzione Mompracem e Manetti bros. Film. L’opera è realizzata con il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura e con il contributo di Regione Marche – PR FESR 2021–2027, Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission.
1916 Giuseppe è in trincea sulle montagne dell’Alto Adige, Filomena, la sua innamorata, lo aspetta nelle Marche. Sono entrambi analfabeti e per scriversi si affidano a due preti, don Pietro e don Mario, che restano però nell’ombra. Nasce così una corrispondenza piena d’affetto e ironia tra i due innamorati e i due religiosi.
“È la prima volta che giro nelle Marche, dove sono venuto spesso con il teatro. Ritornare in questa splendida regione attraverso il racconto di Elisa, pieno di grazia e di bellezza, è una grande gioia” – ha raccontato Fabrizio Gifuni.
Interamente realizzato nelle Marche, il cortometraggio coinvolge Ascoli Piceno, Offida, Campofilone e Foce di Montemonaco. La varietà dei paesaggi ha consentito di ricostruire nella regione anche le ambientazioni del fronte, mantenendo sul territorio l’intero percorso produttivo, una scelta che nasce dal legame dell’autrice con i propri luoghi e trova riscontro anche nel coinvolgimento dei professionisti locali.
“Ho scelto le Marche perché sono casa mia e perché sento un legame profondo con il territorio e con il mondo contadino. I conigli del titolo richiamano proprio quel mondo e la vulnerabilità di chi veniva strappato alla propria terra e mandato in guerra. È attorno a questa fragilità che ho costruito l’immaginario del film” – ha spiegato Elisa Galiè, autrice e regista di Ascoli Piceno.
“Le Marche sono entrate naturalmente nella storia del corto, prima di tutto attraverso Elisa, che abbiamo conosciuto durante uno stage nella nostra produzione - ha aggiunto il produttore Pier Giorgio Bellocchio - Abbiamo poi scelto di girare qui l’intero corto, ricostruendo anche il fronte sulle montagne marchigiane, grazie alla varietà dei luoghi e al grande sostegno rapido e collaborativo della Marche Film Commission. Per me, che frequento e amo questa terra da molti anni, è anche il ritorno in un paesaggio al quale mi legano affetti profondi”
Il set visit ha messo in luce il valore di una rete di competenze, servizi e luoghi che rende il territorio parte attiva nella realizzazione di un progetto d’autore.
“Le lettere dei conigli riunisce gli elementi sui quali stiamo costruendo il futuro del cinema nelle Marche: il talento di un’autrice del territorio, una produzione di rilievo, interpreti straordinari e una partecipazione significativa delle nostre professionalità – ha dichiarato Andrea Agostini presidente della Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission – Venti maestranze marchigiane su venticinque dimostrano che la regione oltre ad offrire bellissimi luoghi da filmare mette a disposizione competenze capaci di dare forma alle storie. Sostenere un progetto come questo significa accompagnare i nostri autori, creare lavoro e mettere in relazione le comunità, dalla costa ai borghi fino alle montagne. È così che la ricchezza del territorio diventa una risorsa produttiva e culturale condivisa”.
L’arrivo del set a Campofilone è nato dai sopralluoghi avviati in estate tra Comune, produzione e Marche Film Commission.
“Ospitare questa produzione è un motivo di orgoglio per Campofilone e un’opportunità per far conoscere il nostro paese attraverso uno sguardo nuovo – ha sottolineato il sindaco Riccardo Verdecchia –. Il dialogo avviato a luglio con la produzione e con la Marche Film Commission ha permesso di valorizzare luoghi e possibilità del territorio. La presenza di un set coinvolge tutta la comunità generando ricadute per le strutture ricettive, la ristorazione e le attività locali. Ci auguriamo che questa esperienza apra la strada ad altre produzioni: vogliamo che Campofilone sia un luogo capace di accogliere il cinema e di costruire, attraverso la cultura, nuove opportunità per i cittadini”.
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