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CACCIA, BUGARO: “SENTENZA STORICA DEL CONSIGLIO DI STATO

RICONOSCIUTE LE RAGIONI DELLE MARCHE E LA PIENA DIGNITÀ SCIENTIFICA DEL COMITATO NAZIONALE”

Editor24 agosto 2026 alle 19:45

“Una sentenza storica, destinata a rappresentare un punto di riferimento per la definizione dei calendari venatori non soltanto delle Marche, ma di tutte le regioni italiane”.

 

Così l’assessore regionale alla Caccia Giacomo Bugaro commenta la sentenza con cui il Consiglio di Stato si è pronunciato nel merito sul contenzioso relativo al calendario venatorio 2025/2026 della Regione Marche e, in particolare, sulla chiusura della caccia alla beccaccia e ai turdidi – tordo bottaccio, tordo sassello e cesena – al 31 gennaio.

 

La vicenda era iniziata con il ricorso delle associazioni ambientaliste contro il calendario regionale e con la successiva sentenza del TAR Marche, che aveva imposto l’anticipazione della chiusura al 10 gennaio 2026. Contro quella decisione Federazione Italiana della Caccia e Federcaccia Marche hanno promosso appello al Consiglio di Stato, con la Regione Marche costituita nel giudizio a sostegno delle ragioni del proprio calendario venatorio.

 

Già nel gennaio scorso il Consiglio di Stato, accogliendo l’istanza cautelare, aveva sospeso l’efficacia della sentenza del TAR, consentendo il ripristino delle date originariamente stabilite dalla Regione. Oggi arriva la decisione di merito, che consolida principi di particolare rilevanza per l’intero sistema venatorio nazionale.

 

“Il primo punto fondamentale – sottolinea Bugaro – è il riconoscimento del fatto che il parere ISPRA non ha natura vincolante. Le Regioni possono discostarsene quando la propria decisione sia adeguatamente motivata e sostenuta da elementi tecnico-scientifici idonei. È esattamente ciò che le Marche avevano fatto”.

 

Particolarmente significativa è inoltre la valutazione relativa ai Key Concepts, i documenti di riferimento sui periodi di migrazione prenuziale delle specie. La decisione riconosce la possibilità di valutare criticamente tali indicazioni alla luce di dati scientifici aggiornati e specifici, che devono essere effettivamente esaminati nel giudizio sulla legittimità delle scelte regionali.

 

“Viene così affermato un principio che abbiamo sostenuto con forza fin dall’inizio: le decisioni sulla gestione faunistica devono fondarsi sulla scienza e sull’esame complessivo dei dati disponibili, senza trasformare un singolo parere tecnico o un documento di riferimento in un vincolo automatico e insuperabile”.

 

Di particolare rilievo, secondo Bugaro, è poi il passaggio riguardante il Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale, ricostituito per volontà del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.

 

“Il Consiglio di Stato riconosce l’autorevolezza scientifica del Comitato nazionale e la rilevanza del suo parere nell’istruttoria che conduce alla formazione dei calendari venatori regionali. Nel nostro caso il Comitato aveva espresso un parere favorevole alle scelte delle Marche. È un riconoscimento importantissimo anche del lavoro svolto dal ministro Lollobrigida nel restituire al Paese un organismo nazionale qualificato e capace di concorrere alle valutazioni tecnico-scientifiche in materia faunistico-venatoria”.

 

Per Bugaro la pronuncia supera quindi una lettura secondo cui il parere ISPRA debba automaticamente prevalere sulle altre risultanze scientifiche disponibili.

 

“Non significa, naturalmente, mettere in discussione il ruolo dell’ISPRA. Significa qualcosa di molto diverso e molto più importante: la scienza si confronta con la scienza e le decisioni devono essere assunte valutando tutti gli elementi scientifici disponibili. Le Regioni mantengono la propria responsabilità decisionale e possono esercitarla motivatamente sulla base di un’istruttoria seria, completa e scientificamente fondata”.

 

L’assessore ricorda infine la determinazione con cui la Regione ha scelto di difendere il proprio calendario.

 

“Quando il TAR impose la chiusura al 10 gennaio decidemmo di non limitarci a prendere atto di quella decisione, ma di difendere fino in fondo le ragioni della Regione Marche e dei cacciatori marchigiani, perché eravamo convinti della solidità scientifica e giuridica del nostro calendario. La decisione di oggi conferma la bontà di quella scelta. Desidero ringraziare in modo particolare Paolo Antonioni, presidente regionale di Federcaccia, che insieme a noi ha creduto fin dall’inizio in questa battaglia, la Federazione Italiana della Caccia e tutti coloro che hanno fornito il necessario contributo tecnico, scientifico e giuridico. Un ringraziamento va anche al ministro Francesco Lollobrigida, che ha fortemente voluto il rilancio del Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale”.

 

“Questa – conclude Bugaro – non è una vittoria contro qualcuno, ma una vittoria del diritto, dell’equilibrio istituzionale e di una gestione della fauna fondata su dati scientifici reali e aggiornati. Ed è una sentenza che rafforza l’autonomia responsabile delle Regioni e segna un passaggio fondamentale per il futuro della caccia in Italia”.