Attualità

Un addio a Mimmo Minuto, libraio

La redazione di Jant.it tutta, si unisce al dolore della famiglia per la grave perdita, condividendo una riflessione con chi, grazie a lui, ha intrapreso la professione di giornalista, Giovanni Desideri

Editor09 maggio 2026 alle 09:57

Scompare il maggior organizzatore culturale della città. Il suo nome legato per decenni alla libreria ‘La Bibliofila’

‘Oggi chiuso’. Il cartello affisso sulla vetrina della libreria in via Roma si è rivelato un piccolo emblema del suo proprietario, Domenico Minuto, per tutti Mimmo, che ci ha lasciati oggi in punta di piedi, com’era nel suo stile. Oggi chiuso; sottinteso: ma domani riapriremo. Lo aveva scritto sul suo profilo social, quasi con parole ieratiche: “non temete, siamo sempre operativi”. È quello che aveva fatto ogni giorno della sua vita, “essere operativo”. Stavolta, però, le luci non si riaccenderanno, non solo quelle della libreria, ma al suo interno, la luce della lampada sulla scrivania di Mimmo, quella dalla quale era appunto operativo, sempre in contatto con case editrici e con scrittori, riuscendo così a organizzare quasi cinquanta edizioni di ‘Incontri con l’autore’, iniziative sempre rinnovate e accresciute. Elencare tutte le sue attività come libraio e organizzatore culturale sarebbe impossibile. Alcuni degli ultimi successi: aver portato la cinquina di scrittori finalisti del Premio Strega a San Benedetto (tra le poche città italiane tappa di quel tipo di presentazione), aver premiato editor delle principali casi editrici italiane, aver rappresentato le Marche al Salone del Libro di Torino, la collaborazione con Massimo Cacciari. E l’orgoglio di presentare autori locali, ai vertici delle classifiche nazionali: Fabio Bacà, Silvia Ballestra, Emidio Clementi, Alcide Pierantozzi. In rigoroso ordine alfabetico. Oggi lo ricordano e lo piangono la città intera e molti in Italia. Un destino non riservato a molti, da queste parti.


Con le consuete retoriche parole di circostanza si dice e si dirà che la città di San Benedetto del Tronto gli deve molto. Schopenhauer diceva che le onorificenze sono il riconoscimento per chi non si riesce a compensare, per eccesso di meriti. Per decenni Mimmo ha realizzato in città più della metà delle politiche culturali, in collaborazione con assessori che in più di un’occasione erano solo lontanissimi parenti della Cultura. Se è vero che la città gli deve molto, non si indugi: prima possibile gli si intitoli una via, o meglio ancora il liceo scientifico, con il quale ha realizzato una solida collaborazione per il Premio Strega Giovani e una scuola che ha bisogno di un nome conosciuto oltre i confini comunali e forse anche al loro interno. L’intitolazione sarà come quella del suo profilo social: Mimmo Minuto, libraio. Un epitaffio alla Pereira o alla Pessoa. E forse a disegnare al meglio la figura di Mimmo sarebbero i pastelli di Tullio Pericoli. E la retorica, che ovviamente nasconde verità vere anzi verissime, non finisce qui. Oggi San Benedetto non sarà “più povera”. Per la città inizia una notte della cultura, alla quale qualcuno o qualcosa dovrà porre fine. E non sarà affatto facile. Il vuoto è incolmabile, oppure è la maggiore sfida che aspetta gli amministratori prossimi venturi.


Amava i libri, sui quali ha fondato la sua vita insieme alla moglie Elvira Piunti. E amava lo sport, il calcio, in testa la Sambenedettese, lui originario di Catania. Ha fatto in tempo a vederla salvare nella rocambolesca partita di Pesaro. Chissà. Avrà forse ripensato a quando lui seguiva il calcio come cronista e la Samb si salvava appunto all’ultima giornata. Ma restava in serie B.


È forse il destino e la natura di una città di mare come la nostra, vedere i migliori arrivare da lontano e non restare chiusi in piccole patrie. Non parlava il dialetto sambenedettese. Assomigliava invece a un guardiano del faro, nel suo appartamento in alto, con vista sulla stazione ferroviaria, da cui gli autori arrivavano e partivano. Sulla terraferma, in città, sembrava camminare in punta di piedi. Ma non era un uomo dalle tinte pastello. Era capace di clamorose sfuriate, se un suo progetto veniva ostacolato. D’altra parte, chi non si incazza mai non ha sangue. O non ha cervello.


E chi ama lo sport, quasi per definizione ama i giovani, dà loro un’opportunità. Sempre operativo, Mimmo aveva costantemente un obiettivo davanti agli occhi, un progetto sul quale lavorare. E per quanto lontano potesse essere la meta, lui sembrava conoscere la strada. Avrebbe voluto vedere l’autore di questo ricordo lavorare in un giornale, ma questo è secondario. Erano i tempi de ilQuotidiano.it, che alcuni generosi ricorderanno.


Sapeva stare al mondo. Sapeva come si fa. Letteralmente una parola per tutti, dai docenti delle scuole cittadine, a tutti gli avventori della sua libreria in tutte le sue sedi, da viale De Gasperi a via Ugo Bassi, all’ultima piccola sede di via Roma. Non ha visto realizzarsi il progetto di San Benedetto Capitale Italiana del Libro, ma nell'aldilà sarà felicissimo di rivedere i suoi autori, i suoi editori, i luoghi mentali dove tutto era cominciato per lui. In testa Valentino Bompiani, l’editore ascolano con il quale lavorò a Milano. O Paolo De Bernardin, suo collaboratore e poi giornalista a Radio Rai. E poi sembra di vedere la scena: nell’aldilà ci sarà una San Benedetto gemella, la città di un tempo. Santi e abitanti del luogo si divideranno in due gruppi: chi compra libri da Nuovi Orizzonti di Emidio Girolami ‘Patata’ e chi alla Bibliofila di Mimmo Minuto.