Cultura: confronto pubblico nella sede elettorale di Giorgio Fede

San Benedetto del Tronto - Si è svolto ieri pomeriggio, dalle 18 alle 20, presso la sede elettorale del candidato sindaco Giorgio Fede, un incontro pubblico dedicato al tema della cultura e delle politiche culturali per San Benedetto del Tronto.
Al tavolo del confronto hanno preso parte alcuni candidati della coalizione di centrosinistra che sostiene Fede, insieme ad alcuni operatori culturali, artisti, responsabili di associazioni e realtà del territorio, in un dibattito che ha affrontato il ruolo della cultura nello sviluppo della città, il rapporto con il turismo e la necessità di costruire una visione strategica di lungo periodo.
Tra gli interventi più significativi della serata è emerso quello dell’architetto Franco Mercuri, responsabile e cofondatore di Endeca Agitatore Culturale ETS, che ha ribadito con forza una posizione che l’associazione sostiene da tempo: la necessità di un radicale cambio di paradigma nel modo in cui la politica guarda alla cultura.
«La cultura – ha affermato l’arch. Mercuri – non deve più essere considerata un costo da tagliare quando serve, ma un investimento strategico capace di generare economia, turismo di qualità, lavoro intellettuale, formazione, coesione sociale e soprattutto identità».
Nel suo intervento, l’arch. Mercuri ha richiamato diversi esempi italiani di città che hanno saputo costruire una forte riconoscibilità culturale attraverso festival e rassegne divenuti nel tempo veri e propri marchi identitari. Da Spoleto con il Festival dei Due Mondi a Lucca con Lucca Comics & Games, fino a Senigallia con il Summer Jamboree, manifestazione che, secondo quanto ricordato durante l’incontro, nell’estate 2025 avrebbe generato un indotto vicino ai 30 milioni di euro.
Anche San Benedetto del Tronto dovrebbe costruire una propria identità culturale forte e riconoscibile, partendo però da una risorsa già esistente e universalmente riconosciuta: Andrea Pazienza.
«Non c’è nulla da inventare – ha spiegato – perché San Benedetto del Tronto è la città che ha dato i natali ad Andrea Pazienza. È da lì che dovremmo ripartire. Pazienza deve diventare il nostro asset culturale strategico, la leva del nostro sviluppo culturale, attorno a cui costruire la narrazione della città, così come Rimini ha fatto con Fellini».
Serve realizzare in città un centro permanente dedicato all’artista, sul modello del CLAP Museum di Pescara, che ospita spazi espositivi dedicati proprio a Pazienza. Un progetto che dovrebbe diventare un’infrastruttura culturale stabile capace di affiancare e integrare la tradizionale vocazione turistica balneare della città.
Nel corso dell’incontro l’arch. Mercuri ha evidenziato la necessità di ottenere spazi da dedicare alla cultura. «Bisogna cominciare investendo nel recupero di spazi che sono già nella disponibilità del Comune: l’ex sede dei Vigili Urbani, la scuola di via Leopardi, la casa del giardiniere, Villa Rambelli. Per creare un’infrastruttura culturale c’è bisogno di spazi, di centri di aggregazione. Oggi San Benedetto è gravemente carente di spazi e strutture che possano ospitare ed accogliere una programmazione strutturata, continuativa e riconoscibile di matrice culturale».
Nel suo intervento l’architetto ha inoltre richiamato anche il progetto celebrativo dedicato al centenario di Mario Lupo, di cui Endeca Agitatore Culturale ETS si sta occupando, definendolo un esempio concreto di come il territorio possa tornare a valorizzare le proprie figure artistiche identitarie. Il progetto “Lupo100”, già avviato con le prime iniziative espositive tra Giulianova, Ancona e San Benedetto del Tronto, punta infatti a ricostruire attorno all’opera dell’artista una narrazione culturale capace di collegare arti visive, memoria storica e identità adriatica. «Anche Mario Lupo – è stato sottolineato – rappresenta un patrimonio culturale che la città deve riscoprire e trasformare in valore permanente, non limitandosi a celebrazioni episodiche ma costruendo continuità, produzione culturale e progettualità di lungo periodo».
Mercuri ha inoltre evidenziato come oggi il turismo contemporaneo richieda esperienze identitarie, contenuti culturali e riconoscibilità, sottolineando il rischio che San Benedetto del Tronto rimanga «un punto mediano indistinto della città diffusa adriatica» se non sarà in grado di differenziarsi attraverso una forte politica culturale.
Nel suo intervento è stato ricordato anche il passato culturale della città, quando alla vocazione balneare conclamata l’amministrazione affiancò una dimensione culturale di spessore, con particolare riferimento alla Biennale d’Arte Contemporanea organizzata negli anni del boom turistico sambenedettese, manifestazione che arrivò a realizzare otto edizioni e che rappresentò (e rappresenta ancora oggi) con l’VIII Edizione “Al di là della pittura” un punto di riferimento nazionale nel panorama delle sperimentazioni artistiche oltre la pittura tradizionale.
«Le città che oggi crescono – ha concluso l’arch. Mercuri – sono quelle che hanno investito in musei, teatri, biblioteche, festival, residenze artistiche, formazione e produzione culturale. Non lo hanno fatto per hobby, ma perché la cultura è diventata una vera leva di sviluppo».
L’incontro si è concluso con un confronto aperto tra associazioni, operatori e candidati presenti, evidenziando la volontà condivisa di riportare il tema della cultura al centro del dibattito politico cittadino come elemento strutturale delle future strategie di sviluppo di San Benedetto del Tronto.
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