Un 2025 tra alti e bassi: nel nuovo anno si sogna in grande

Il cambio di proprietà, da Massimo Pulcinelli a Bernardino Passeri
Lo stadio Del Duca di nuovo pieno, i 7mila abbonati. E le ambizioni bianconere rinfocolate. L’Ascoli saluta un anno quasi double face. Sempre in Serie C. La sofferenza e le contestazioni della prima metà, l’ottimismo dell’ultima parte. Il 2025 del Picchio comincia, il 6 gennaio scorso, sul campo della Pianese, 1-1 per la squadra di mister Di Carlo. Curioso che anche il 2026, sabato prossimo, scatterà proprio dallo stadio Comunale di Piancastagnaio. Di Carlo scende dal treno bianconero a fine mese, dopo il ko di Lucca, con l’Ascoli 3 punti sopra la zona playout. Panchina all’ex Mirko Cudini, 7 partite e poi via: il 2-1 casalingo col Carpi a illudere tutti, quindi appena 3 punti nelle successive 6 giornate. E allora a metà marzo riecco Di Carlo, che metterà insieme le ultime 7 e altrettanti punti. Il commiato, a fine aprile, è l’1-2 al Del Duca col Legnago. Il titolo lo dà patron Pulcinelli, via social: “Una misera salvezza”. Poi mesi tormentati, con trattative di cessioni che saltano: Pecci, Capriccioli. Il numero 1 bianconero, intanto, rende pubblico il debito dell’Ascoli: 6 milioni e mezzo di euro. La svolta matura a giugno, col ritorno in bianconero di Bernardino Passeri, prima socio di minoranza e adesso nuovo presidente. L’ambiente ritrova l’entusiasmo. Scatta subito la rivoluzione tecnica:Matteo Patti direttore sportivo, Francesco Tomei allenatore, più avanti il direttore generale Emilio Capaldi. Rivoltata anche la squadra. Ad agosto l’antipasto in Coppa Italia a Pineto, poi il campionato: doppio 0-0 interno con Pianese e Juventus Under 23 più il bis di colpi in Umbria, contro Ternana e Perugia. L’Ascoli ingrana e fino all’undicesima giornata è primo, insieme al Ravenna. Ecco, da fine ottobre il calo. Il derby che torna dopo 39 anni con la Samb, al Del Duca lo decide Milanese, poi il kocoi rossoblù in Coppa Italia, tre giorni dopo, al Riviera delle Palme. Seguono 7 partite (cancellata quella di Rimini per l’esclusione del club romagnolo) di altro tenore. Il primo scivolone di campionato a Ravenna, a inaugurare il novembre nero, quello casalingo contro l’Arezzo e la sintesi da 7 punti, oltre a una serie di occasioni perse per riavvicinare le prime due posizioni della classifica. L’Ascoli saluta il 2025 con 34 punti in 18 gare, 9 vittorie, 7 pareggi e 2 sconfitte, 27 gol fatti (per il terzo attacco del girone) e 7 subiti (Vitale è il portiere meno battuto). Numeri da riaggiornare da sabato, a Piancastagnaio. L’Ascoli si rimetterà a inseguire l’Arezzo, sopra di 6 punti, e la capolista Ravenna, a +7.
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