La seconda scomparsa: donne indigene e serial killer nel nuovo libro di Raffaella Milandri

Alcuni assassini raccontati in La seconda scomparsa hanno potuto uccidere per anni prima di essere fermati. Ma questo non è un libro su di loro. È un libro sulle vittime — e su quelle donne delle quali ancora oggi non si sa che cosa sia accaduto. È da questa prospettiva che nasce La seconda scomparsa. Donne indigene tra sparizioni, omicidi e silenzio nel Nord America, il nuovo volume di Raffaella Milandri, pubblicato da Mauna Kea Edizioni: un’inchiesta vasta e documentata su una delle crisi più gravi che coinvolgono i Popoli Indigeni di Canada e Stati Uniti. Un’opera di riferimento per ampiezza e completezza, rigorosa nella ricerca e potente nel racconto.
Donne e ragazze indigene continuano a sparire e a essere assassinate. Alcune vengono ritrovate. Di altre si perde ogni traccia. Dietro i numeri ci sono famiglie che cercano, comunità che chiedono giustizia, indagini iniziate tardi, piste ignorate, errori, pregiudizi e domande rimaste aperte per anni.
Il tema delle scomparse riguarda da vicino anche l’Italia: nel 2025, 6.341 denunce di scomparsa hanno riguardato persone di sesso femminile.
Ma che cosa accade quando, nel contesto nordamericano, si mettono uno accanto all’altro sparizioni, omicidi, indagini fallite, anni di silenzio e predatori seriali? Quali elementi ricorrono? E perché alcune vicende hanno dovuto attendere tanto prima di ottenere attenzione?
Milandri ricostruisce la crisi conosciuta internazionalmente come MMIWG – Missing and Murdered Indigenous Women and Girls: la sua storia, i dati, le battaglie delle comunità, le responsabilità e le risposte istituzionali. Ma soprattutto entra nei casi.
Le ricostruzioni seguono sospetti, indizi, prove, omissioni, processi e condanne. Alcune vicende sono sconvolgenti. E non hanno bisogno di essere rese più terribili di quanto già siano. L’orrore è nei fatti.
La scelta narrativa è precisa: nessun compiacimento, nessuna spettacolarizzazione della violenza. Gli assassini non conquistano la scena; è l’esattezza della ricostruzione a produrre tensione e indignazione. Questo non è un libro sugli assassini. È un libro sulle vittime.
Sui loro nomi, sulle famiglie, sui Popoli e sulle comunità cui appartengono, sui territori nei quali hanno vissuto. Su ciò che erano prima di diventare una fotografia accompagnata dalla parola missing. E su quanto può accadere dopo una sparizione: il progressivo allontanamento dall’attenzione pubblica, dalle priorità investigative, dai media, infine dalla memoria. È qui che il titolo rivela il suo significato. La seconda scomparsa può avvenire dopo la prima, quando una persona rischia di essere cancellata anche dal racconto collettivo. Milandri percorre la strada opposta: restituisce identità, contesto e voce alle vittime, senza ridurle a statistiche o a comparse nelle storie dei loro carnefici.
Scrittrice, giornalista e antropologa, Raffaella Milandri dedica da anni il proprio lavoro alla conoscenza dei Nativi Americani e dei Popoli Indigeni. In questo volume intreccia storia, antropologia e indagine, lavorando su fonti istituzionali, dati e casi concreti, per affrontare un tema pressochè assente dall’editoria italiana. Con La seconda scomparsa, Mauna Kea Edizioni prosegue un percorso editoriale preciso: costruire strumenti seri sui Popoli Indigeni, affrontando anche le pagine più difficili senza folklore, semplificazioni o reticenze.
La seconda scomparsa è un libro sulle assenti, ma soprattutto contro l’assenza.
Perché una donna può essere fatta scomparire una prima volta. La seconda scomparsa avviene quando il mondo smette di pronunciare il suo nome.
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