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Tragedia in tenda ad Ascoli Piceno, Fioravanti 'la città è sconvolta'

23 febbraio 2026 alle 12:33
Tragedia in tenda ad Ascoli Piceno, Fioravanti 'la città è sconvolta'

Ascoli Piceno - Una notizia che sconvolge me e tutta la città. Non ci sono parole davanti a questi fatti".

Così il sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, a margine di una conferenza stampa a Palazzo Raffaello ad Ancona nella sede della Regione Marche, rispondendo a una domanda sul ritrovamento, avvenuto sabato scorso, dei cadaveri di un uomo di 32 anni e una donna di 29 anni, legati sentimentalmente, all'interno di una tenda. Lei era inoltre in stato avanzato di gravidanza. "Ascoli è profondamente segnata e ora è facile dare giudizi affrettati. - ha aggiunto il sindaco - Ma in realtà in questo momento bisogna fare un'analisi e c'è un problema sicuramente sociale. Ora ha senso chiederci come rafforzare questa rete. Ad Ascoli infatti c'è una grande rete tra Caritas, Centro di accoglienza, servizi sociali, c'è il terzo settore per avere una politica in uscita che sappia ascoltare di più i bisogni". A queste parole si sono aggiunte anche quelle del vescovo Gianpiero Palmieri che ha espresso oggi il senso di profondo dolore e vicinanza. In una nota diffusa dalla Diocesi il presule invita anzitutto al rispetto: "è questo il tempo del silenzio e della preghiera", ha sottolineato, rilevando la necessità di custodire il dolore delle famiglie e di quanti hanno voluto bene ai due ragazzi. "Per molti non erano invisibili", afferma il vescovo, richiamando il valore delle relazioni che hanno segnato la loro vita. Sebbene tutto lasci pensare a una disgrazia, la tragedia, osserva, interpella l'intera comunità. "Questa storia ci obbliga ad allargare lo sguardo", prosegue, invitando a non fermarsi alla cronaca ma a "interrogarsi su come vengano guardate le fragilità e le solitudini". Il vescovo Palmieri richiama la responsabilità collettiva verso chi vive situazioni di disagio: "siamo chiamati a guardare con amore i volti che incontriamo ogni giorno, senza giudizio né indifferenza". Infine l'appello alla corresponsabilità ecclesiale e civile: "solo una comunità solidale e attenta può farsi davvero compagna di chi è più fragile". Un invito che la Chiesa ascolana rilancia a tutta la città, "perché il dolore diventi occasione di consapevolezza e di rinnovato impegno verso gli ultimi".