Pac: Cia, continua battaglia per riforma più ambiziosa. Agricoltura resti centrale in Ue

Il presidente Carboni: “Preoccupati per i nostri territori”.
ASCOLI PICENO – «L’Europa ha bisogno di una Pac forte e ambiziosa, all’altezza delle sfide poste da crisi geopolitiche, commerciali e climatiche sempre più gravi. La proposta della Commissione per il post 2027, con l’accorpamento in un Fondo unico e il taglio di oltre il 20% delle risorse, va invece nella direzione opposta – ha dichiarato il presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini –. Un simile ridimensionamento rischia di indebolire un pilastro fondante del progetto europeo e di minare obiettivi strategici come sicurezza alimentare, sostenibilità e coesione territoriale». Prosegue l’impegno di Cia, Agricoltori Italiani, per tenere viva l’attenzione su un argomento che CIA-agricoltori italiani delle Marche, aveva voluto portare all’attenzione dei mezzi d’informazione e della politica lo scorso 14 luglio, ad Ancona, con l’iniziativa “Agricoltura sotto attacco. Non arriviamo al fondo!”. Fini ha ricordato come «la futura Pac dovrà garantire una distribuzione più equa dei pagamenti, superando definitivamente i titoli storici, così da favorire giovani, donne, piccoli agricoltori e realtà delle aree più svantaggiate. Al tempo stesso, l’ipotesi di escludere dal nuovo sostegno al reddito, entro il 2032, gli agricoltori anziani rischia di accelerare l’abbandono delle campagne senza assicurare un reale ricambio generazionale. Servono piuttosto pensioni dignitose per chi ha lavorato una vita e strumenti concreti per accompagnare l’ingresso dei giovani, dall’accesso alla terra al credito, fino ai servizi e alle infrastrutture moderne». «Anche nei nostri territori – commenta Matteo Carboni, Presidente Cia Ascoli-Fermo-Macerata – la prospettiva di una Pac ridimensionata desta forte preoccupazione, perché significherebbe minori garanzie di reddito e strumenti meno efficaci per affrontare le crisi che colpiscono le imprese agricole. Se, con un unico fondo, dovessimo metterci “in competizione” con altri settori, penso alla sanità o all’istruzione, le nostre aziende rischiano di veder ridurre i loro contributi». Per Mauro Moreschini, Direttore Cia Ascoli-Fermo-Macerata, «serve chiarezza e stabilità: gli agricoltori hanno bisogno di regole certe e risorse adeguate, non di ulteriori tagli che aumenterebbero le problematiche e la fragilità del settore, soprattutto in un periodo di forte incertezza dovuta a crisi causate da eventi internazionali che non possiamo controllare».
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