Fondi di Stato per comprare stabilimento balneare, scattano i sequestri

Partendo da un'indagine sull'utilizzo di aiuti pubblici da parte di una società del settore abbigliamento, la Guardia di Finanza ha scoperto un sistema finalizzato a ottenere un fondo garantito dallo Stato di circa 500mila euro investito fraudolentemente per acquistare uno stabilimento balneare e un ristorante.
All'esito dell'indagine dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Macerata, coordinata dalla Procura di Macerata, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di oltre 850 mila euro: il vincolo cautelare ha riguardato lo stabilimento balneare Cala Maretto di Civitanova Marche, quote societarie e conti correnti, di due società e due soggetti, coinvolti a vario titolo. Denunciate, a vario titolo, quattro persone fisiche per reati connessi a malversazione di erogazioni pubbliche, emissione e utilizzo di false fatture, autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Incrociando dati bancari, documenti contabile e flussi finanziari, le Fiamme gialle sono risalite ai reali beneficiari delle operazioni: i fondi per circa mezzo milione di euro che sarebbero dovuti servire ad acquistare macchinari per valorizzare un'azienda, erano invece stati distratti da quello scopo e utilizzati per acquistare lo stabilimento balneare. Uno degli indagati, come rappresentante legale pro tempore di due imprese, se ne sarebbe avvalso per emettere e usare fatture per operazioni inesistenti relative a vendita, mai realmente avvenuta, di tessuti e materie prime; tutto ciò al fine di evadere le imposte e giustificare le movimentazioni finanziarie tra queste. Gli inquirenti avrebbero acquisito fonti di prova circa il coinvolgimento nel sodalizio del commercialista delle due società coinvolte che, grazie alle proprie competenze tecniche in materia fiscale avrebbe agevolato il riciclaggio dei proventi illeciti. La Procura ha chiesto e ottenuto dal gip il sequestro fino a 850mila euro. La gestione del locale è affidata a un amministratore giudiziario, nominato dal Tribunale di Macerata per gestire e conservare i beni sequestrati. Alle due società contestati gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (artt. 24 comma 1, 25-octies e 25-quinquiesdecies, del D.Lgs. n. 231/2001 "Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche"). La Finanza ha inoltre segnalato alla Procura Regionale Marche della Corte dei Conti, un presunto responsabile di danno erariale per circa 400mila euro. Le condotte sono al vaglio dell'Autorità Giudiziaria, nel rispetto della presunzione d'innocenza.
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