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Autonomia differenziata, Bruno (ALI): "La maggioranza riapre una ferita che la Corte costituzionale aveva indicato di ricucire"

Amministratore23 luglio 2026 alle 12:45

Roma – “Il voto della maggioranza alla Camera sulle intese preliminari per l’autonomia differenziata rappresenta un grave errore politico e un vulnus istituzionale. Si tenta di riaprire un azzardo che la Corte costituzionale aveva profondamente ridimensionato, ignorando i richiami contenuti nella sentenza n. 192 del 2024 e riproponendo un disegno che rischia di aumentare le disuguaglianze territoriali e di indebolire l'unità della Repubblica”.

Così Giovanna Bruno, sindaca di Andria e Vicepresidente nazionale di ALI - Autonomie locali italiane, interviene sul voto alla Camera sulle intese preliminari per l’Autonomia differenziata.

“È particolarmente allarmante che tra le materie interessate vi sia la tutela della salute. In un Servizio Sanitario Nazionale già minato da profonde disparità territoriali, ulteriori differenziazioni rischiano di accentuare la mobilità sanitaria, la carenza di personale nelle aree più deboli e le disuguaglianze nell'accesso alle cure. Il pericolo concreto – sottolinea Bruno – è che le Regioni più forti procedano sempre più per conto proprio, facendo leva sulla loro maggiore capacità finanziaria e organizzativa. Il Mezzogiorno, come le aree interne, rischia una nuova e strutturale penalizzazione. L’Italia ha bisogno dell’esatto contrario: rafforzare i livelli essenziali delle prestazioni, ridurre i divari territoriali, garantire gli stessi diritti ai cittadini ovunque risiedano e rilanciare la leale collaborazione tra Stato, Regioni e autonomie locali.

“Preoccupa inoltre – continua la Vicepresidente di ALI – la compressione del ruolo del Parlamento su una scelta destinata a incidere sull’assetto della Repubblica. Una riforma di questa portata richiede il massimo confronto istituzionale e pubblico, non procedure accelerate e forzate”.

“ALI continuerà a sostenere ogni iniziativa per far valere la Costituzione – conclude Bruno – per difendere l’eguaglianza dei diritti, la coesione nazionale e il carattere universalistico del Servizio Sanitario Nazionale. Le autonomie locali hanno senso se rafforzano la Repubblica, non se contribuiscono a dividerla”.