Ascoli Piceno - Emergenza ad Arquata, possibile presenza di esche avvelenate

È emergenza esche avvelenate tra Prato Comune e Colle Galluccio.
Dopo il primo caso che aveva scosso tutti, il bilancio si aggrava: altri due cani sono stati trovati senza vita nella stessa area montana, uccisi con ogni probabilità da bocconi contaminati disseminati lungo sentieri e radure molto frequentati. La zona, tra le più amate del territorio di Arquata, è meta abituale di escursionisti e proprietari di cani che scelgono questi percorsi per attività outdoor. Proprio qui, nei giorni scorsi, era morto Charlie, il cane di una professionista del settore che per prima aveva lanciato l’allarme dopo aver assistito all’improvviso peggioramento delle condizioni dell’animale, colpito da sintomi compatibili con un avvelenamento acuto. Il ritrovamento di altri due cani senza vita conferma che non si tratterebbe di un episodio isolato. L’ipotesi più accreditata è quella della presenza di esche avvelenate abbandonate volontariamente. Un gesto grave, che mette a rischio non solo gli animali domestici ma anche la fauna selvatica e, indirettamente, la stessa sicurezza pubblica. Dura la presa di posizione del sindaco di Arquata, Michele Franchi, che ha parlato di “atti ignobili”, annunciando la collaborazione con i carabinieri forestali per fare piena luce sull’accaduto. Sono in corso accertamenti e analisi sui resti rinvenuti per individuare la sostanza utilizzata e risalire ai responsabili. L’auspicio dell’amministrazione è che si tratti di episodi circoscritti, ma l’attenzione resta altissima. La preoccupazione è palpabile tra guide ambientali, istruttori di trekking e operatori che lavorano stabilmente nell’area dei Sibillini. La montagna rappresenta per molti non solo una passione, ma anche un’opportunità di lavoro e un simbolo di rinascita dopo le ferite del sisma. Vederla trasformata in un luogo di pericolo suscita indignazione e amarezza. In attesa della bonifica, l’invito è alla massima prudenza. Fino a quando le squadre cinofile antiveleno non avranno completato i controlli e le autorità non avranno dichiarato sicura l’area, si raccomanda di evitare Prato Comune e Colle Galluccio con cani al seguito e di segnalare immediatamente eventuali bocconi sospetti alle forze dell’ordine. L’obiettivo ora è duplice: mettere in sicurezza i sentieri e prevenire nuovi avvelenamenti. La comunità chiede risposte rapide e controlli serrati per restituire serenità a chi vive e frequenta la montagna, patrimonio condiviso che non può essere macchiato da gesti tanto crudeli quanto irresponsabili.
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