Ascoli Piceno - Dieci anni fa lo schianto tra Tornado: Venarotta omaggia le quattro vittime

Il processo si è chiuso lo scorso dicembre, senza colpevoli. Ciò che non terminerà mai, invece, è il dolore provato dai familiari di Alessandro Dotto, Giuseppe Palminteri, Mariangela Valentini e Paolo Piero Franzese
Sono i nomi dei quattro piloti che morirono, il 19 agosto del 2014, a causa dello schianto tra due Tornado dell’Aeronautica militare avvenuto sui cieli piceni. Nel decennale della tragedia, il comune di Venarotta e la stessa Aeronautica hanno voluto ricordare i ragazzi durante una toccante commemorazione, avvenuta lunedì pomeriggio a Gimigliano, dove è stato eretto un monumento a loro dedicato, a pochi passi da Poggio Anzù, la località venarottese in cui vennero ritrovati i primi resti delle vittime. Presenti alla cerimonia anche i genitori dei ragazzi, tra i quali Stefano Palminteri, il papà di Giuseppe, che si è messo l’anima in pace dopo la chiusura del processo. “Dopo anni di battaglia, credo che alla fine la cosa più importante fosse chiudere una volta per tutte il discorso – ammette Palminteri, con le lacrime agli occhi -. Accettiamo la verità processuale e guardiamo avanti, nella consapevolezza che finalmente i nostri ragazzi possono riposare in pace, tranquillamente. Tanto niente e nessuno ce li riporterebbe indietro. Sono già passati dieci anni da quella tragedia e il dolore è sempre lo stesso. Ma le dimostrazioni di affetto che ci sono arrivate non ci fanno sentire soli e ci fanno capire che i nostri figli non finiranno mai nel dimenticatoio”. Commosso anche Fabio Salvi, sindaco di Venarotta. “Nella confusione iniziale non si capiva bene cosa fosse accaduto – racconta Salvi -. Qualcuno aveva visto due aerei schiantarsi in cielo. Io, invece, udii solo un boato. Furono momenti terribili, nei quali la popolazione aveva paura. Poi capimmo e ci attivammo subito per offrire il nostro contributo. Tanti concittadini diedero una mano. Ricordo, ad esempio, che ogni giorno preparavamo oltre 300 pasti da destinare alla protezione civile, ai vigili del fuoco e, più in generale, a tutti coloro che stavano lavorando in quella terribile situazione”. Tornando al processo, fu un caso fortuito a provocare l'incidente tra i due aerei militari Tornado. Lo ha scritto il giudice Matteo Di Battista nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso primo dicembre, ha assolto gli ufficiali dell'Aeronautica militare Bruno Di Tora e Fabio Saccottelli dalle accuse di omicidio colposo e disastro aviatorio. Secondo il giudice, le carenze informative nelle fasi di pianificazione e di briefing, su cui si basava l'accusa, “non sono state dimostrate oltre ogni ragionevole dubbio”. La collisione avvenne in seguito all'abbassamento di quota da parte dell'equipaggio dell'aereo Freccia 21, che finì per schiantarsi contro il Freccia 11. Ma anche da parte dell'equipaggio del Freccia 21, composto dai capitani Valentini e Franzese, il giudice non ha riscontrato negligenze
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