Vicenda militante Futuro Nazionale, Vannacci 'nessun provvedimento di partito'
Sul caso Giuseppe Barboni: "Non facciamo i giudici, decide la magistratura"

Nessun provvedimento di partito nei confronti di Giuseppe Barboni, il militante di Futuro Nazionale coinvolto nell'aggressione a un cittadino iracheno che bloccava la strada a San Benedetto del Tronto.
È quanto ha detto il generale Roberto Vannacci, oggi a Civitanova Marche, spiegando che "all'interno del movimento non facciamo i giudici".
"I provvedimenti - ha affermato Vannacci - sono quelli previsti dalla legge.
Li prenderanno eventualmente quelli che sono deputati a prendere provvedimenti". Alla domanda se il movimento possa comunque espellere o allontanare Barboni, il generale ha risposto: "Possiamo anche mandarlo via, ma questo non è un atto politico, è un comportamento riferito al codice penale e civile".
Secondo Vannacci, dunque, il partito non deve sostituirsi alla magistratura. "La persona - ha aggiunto - non è che ha contraddetto pubblicamente il sottoscritto su una linea di partito, ma si è eventualmente comportata in un modo che, qualora gli inquirenti lo decidessero, potrebbe avere infranto una legge. E quindi sono chiaramente coloro che giudicano l'infrazione di questa legge che stabiliranno la pena".
Il leader di Futuro nazionale ha poi ribadito la propria posizione sulla violenza. "Io non giustifico nessun atto di violenza, se non per difesa, per legittima difesa, perché così è il comportarsi civile", ha detto. "Che cosa sia quell'azione saranno gli inquirenti a deciderlo, non sono io a poterla giudicare. Ho visto il video, ma non ho la contezza di tutto quello che sia successo", ha sottolineato.
"Non mi sostituisco né ai giudici né ai pubblici ministeri", ha insistito Vannacci, sottolineando che la sua posizione "è uguale per tutti" e "non in riferimento soltanto a quello che è successo a San Benedetto del Tronto". "Non possiamo giustificare la violenza se non per difesa, - ha concluso - che per me è sempre legittima".
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