Cardiologia e medicina trasfusionale Ast Ascoli: aggiudicati i lavori per la ristrutturazione dei locali
L’assessore Calcinaro: “Ulteriore passo verso un’opera la cui realizzazione deriva da un impegno preso dalla Regione”

Il dg dell’Azienda sanitaria picena Maraldo: “Rispettati i tempi dati per entrambi gli interventi”.
Reingegnerizzazione del reparto di cardiologia dell’ospedale ‘Mazzoni’ e adeguamento dei locali dell’unità operativa complessa di medicina trasfusionale dell’ospedale ‘Madonna del soccorso’: il direttore generale dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo, ha firmato ieri, martedì 14 luglio 2026, le determine di aggiudicazione dei lavori. Entrano dunque nel vivo due interventi molto significativi - attesi da tempo e avviati al fine di innalzare ulteriormente l’offerta sanitaria dal punto di vista della sicurezza e del comfort per i pazienti - i cui impegni economici ammontano, rispettivamente, a 1.181.809,60 euro finanziati dalla Regione Marche e 415 mila euro finanziati con fondi dell’Ast picena (ribasso rispettivamente del 10,62% e 28,32%), e le cui ultimazioni sono previste rispettivamente a fine anno (dicembre 2026) e tra febbraio e marzo del 2027.
“Si compie un ulteriore passo – evidenzia l’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro – verso un’opera la cui realizzazione deriva da un impegno preso dalla giunta regionale che ha deciso di finanziare un’eccellenza in campo sanitario per oltre un milione di euro. La Regione è lieta della speditezza con la quale l’Ast di Ascoli e il suo direttore generale stanno portando avanti questo iter per la ristrutturazione e l’ammodernamento del reparto di cardiologia dell’ospedale di Ascoli”.
“Così come avevamo auspicato in sede di presentazione dei lavori – evidenzia il dg dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo – stiamo rispettando i tempi che ci siamo dati per entrambi gli interventi. Per quanto riguarda la cardiologia, dovendo liberare il reparto per permettere l’esecuzione dei lavori, stiamo valutando un paio di ipotesi alternative per il suo trasferimento. Le linee guida sono comunque quelle di mantenere la massima efficienza possibile della cardiologia senza contrazione di posti letto, e di limitare il più possibile l’impatto che questo trasloco può avere su pazienti e personale anche di altri reparti”.
L’investimento da parte della Regione Marche di oltre un milione di euro per l’unità operativa complessa di cardiologia e Utic dell’ospedale di Ascoli si concretizza con la riorganizzazione funzionale e strutturale dell’area di degenza della sola cardiologia (l’Utic non viene coinvolta direttamente). L’intervento contempla la realizzazione di camere singole e doppie con servizi igienici adeguati e spazi più accessibili per le persone con disabilità. Il progetto prevede che i posti letto passino dagli attuali 18 (estendibili a 19) a 20 (estendibili a 21). A questi si aggiungono i 7 posti letto dell’Utic e i 2 del day hospital. La distribuzione delle nuove degenze avverrà in 9 stanze doppie e 2 singole, queste ultime progettate anche per poter essere adibite a camere a pressione negativa. In programma anche il rinnovo e l’aggiornamento degli impianti, con climatizzazione, gas medicali, illuminazione led, chiamate infermieri, reti dati e sistemi antincendio, al fine di garantire sicurezza e tecnologia all’avanguardia. Il reparto di cardiologia del nosocomio ascolano nel 2025 ha effettuato 426 angioplastiche totali, di cui 113 primarie, 1169 coronarografie, 450 impianti di defibrillatori e pacemaker, 150 procedure di elettrofisiologia. I ricoveri sono stati circa 1800.
Per quanto riguarda, invece, l’unità operativa complessa di medicina trasfusionale, i lavori nei locali che la ospitano all’ospedale di San Benedetto riguardano l’adattamento degli spazi e degli impianti, sia dal punto di vista normativo che funzionale. Il servizio trasfusionale del ‘Madonna del soccorso’ necessitava da tempo di un completo rinnovamento, anche per il volume di prestazioni che eroga: nel 2025 le sole donazioni di sangue effettuate sono state 8.430. Un investimento importante, dunque, questo deciso dall’Ast di Ascoli, volto a migliorare gli spazi, ma anche gli standard qualitativi dell’unità operativa, a beneficio degli utenti e degli stessi operatori.
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