UMBERTO MINOPOLI presenta il libro “ Nucleare. Ritorno al Futuro. L’energia a cui l’Italia non può rinunciare" presso il Museo del Mare
San Benedetto - UMBERTO MINOPOLI presenterà il libro “ Nucleare. Ritorno al Futuro. L’energia a cui l’Italia non può rinunciare.
Prefazione di MARCO E. RICOTTI” sabato 19 Novembre ore 18,00 al Museo del mare. Conversa con l’Autore Eliana Narcisi. Evento organizzato dall’Associazione I Luoghi della Scrittura e dalla Libreria Libri ed Eventi con il patrocinio ed il sostegno dell’Amministrazione Comunale e della Regione Marche. UMBERTO MINOPOLI, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare (ain), già presidente del Consiglio di Amministrazione di Ansaldo Nucleare Spa. Negli anni Novanta ha occupato posizioni di responsabilità nel Dipartimento Studi del Gruppo Finmeccanica, poi capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Attività Produttive e dei Trasporti. È stato membro dei CdA di Piaggio Aeronautics, di Sviluppo Campania e del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali (cira). «Il nostro Paese è davvero un caso a sé nel panorama energetico del continente. Da che detenevamo un primato nel mondo nel campo del nucleare, siamo diventati ultimi, per incapacità politica, paure esagerate, interessi occulti e ipocrisie ambientali». Compriamo energia nucleare fatta a pochi chilometri dal confine anziché produrla noi. Confondiamo tossicità con radioattività, i rischi di una centrale atomica con quelli di una bomba atomica. Crediamo che i rifiuti e le scorie siano due cose diverse (gli uni non pericolosi, le altre sì), che la ricerca sia sempre ferma ai tempi di Černobyl, che la scelta di chiudere i nostri impianti sia stata dettata dalla volontà popolare e non dalla corsa agli idrocarburi. In tutto il mondo si continuano ad aprire centrali nucleari, si costruiscono nuovi reattori, si progettano strutture di sicurezza a prova di errori umani o catastrofi naturali: al contrario, l’Italia, che era la terza potenza nucleare del pianeta, ha fermato tutto e ha cominciato a comprare da altri l’energia necessaria. Solo una percentuale minima del suo fabbisogno è coperta dalle fonti rinnovabili, per il resto il gas viene dalla Russia, il petrolio dagli arabi, il nucleare dai francesi e dagli svizzeri. L’aumento dei prezzi del gas e la guerra ci obbligano a rivedere il nostro mix energetico e i pregiudizi sul nucleare. E anche a batterci perché questa fonte, priva di emissioni nocive, inserita nella tassonomia europea, sia utilizzata per i finanziamenti sostenibili: il fabbisogno di energia del pianeta non va soddisfatto a scapito dell’ambiente, né della ricchezza energetica.
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