Sanità, Giuliano (UGL): “Sistema in crisi tra carenza d’organici e diseguaglianze sociali. Apriamo la strada al contratto unico”

“Mentre si affacciano le trattative per il triennio 2025-2027 nel settore pubblico, assistiamo all’ennesimo, inaccettabile schiaffo ai danni di oltre 200.000 lavoratori della sanità privata, ostaggio delle resistenze datoriali e trattati come figli di un dio minore in un comparto che resta pericolosamente al palo”, dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute.
“La verità – prosegue il Segretario – è che l’intero sistema poggia su fondamenta che scricchiolano ampliando le diseguaglianze sociali: le carenze organiche sono diventate una variabile indipendente che svuota di significato ogni ipotesi di innovazione organizzativa, rendendo illusorio parlare di settimana corta o conciliazione vita-lavoro se mancano braccia e menti nei reparti. Per questo la UGL Salute ribadisce con forza la necessità di giungere a un contratto unico della sanità, una riforma essenziale per eliminare definitivamente le odiose discriminazioni tra lavoratori del pubblico e del privato, garantendo pari dignità e trattamenti omogenei a chiunque presti servizio per la salute dei cittadini”. “Il malessere del personale – incalza Giuliano – è ormai generalizzato e si è trasformato in un profondo disamore per la professione che spinge medici e infermieri, pilastri del Ssn, a fuggire da un servizio pubblico che non sa più valorizzarli né trattenerli. Siamo di fronte a un paradosso insostenibile: lo Stato spende circa 30.000 euro per formare ogni singolo infermiere e poi resta a guardare mentre cacciatori di teste da altre nazioni e altri continenti mettono in atto un vero ‘furto di talenti’ prima ancora della laurea”. “Non può quindi bastare un solo rinnovo contrattuale, pur doveroso e imprescindibile sul piano retributivo, a salvare la sanità: occorre una riforma strutturale immediata che parta da investimenti massicci. Senza condizioni serie per affrontare l’emergenza organici, la sanità italiana è destinata al declino irreversibile e noi non possiamo restare a guardare mentre il diritto alla salute sembra essere sempre più un miraggio per i cittadini italiani”, conclude il sindacalista.
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