Sanità, Giuliano (UGL): “12 marzo, giornata contro la violenza sugli operatori. La loro sicurezza non è negoziabile”

In occasione della Giornata Nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, la UGL Salute denuncia con fermezza una situazione che continua a rappresentare una vera emergenza nazionale.
Nel 2025 sono state segnalate quasi 18mila aggressioni, che hanno coinvolto oltre 23mila operatori: numeri in linea con il 2024, un dato tutt’altro che rassicurante perché dimostra che, nonostante l’inasprimento delle pene, la violenza non accenna a diminuire. Il fenomeno si concentra soprattutto in ambito ospedaliero, con Pronto Soccorso, SPDC e Aree di Degenza che si confermano i luoghi più critici. “La violenza contro gli operatori sanitari è diventata una vera emergenza nazionale e non possiamo più limitarci a commentare l’ennesimo episodio dopo che si è verificato”, dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute. “Chi lavora negli ospedali, nei pronto soccorso, nelle strutture territoriali e sui mezzi di emergenza non può continuare a svolgere il proprio servizio con la paura di essere aggredito”. La UGL Salute ribadisce la necessità di un cambio di passo immediato, rilanciando proposte che il sindacato porta avanti da anni: presidi fissi di vigilanza nelle strutture più esposte, sistemi di controllo e monitoraggio più efficaci, protocolli operativi chiari e uniformi, strumenti tecnologici di allarme come i braccialetti antiaggressione e dispositivi di segnalazione rapida, campagne di sensibilizzazione pubbliche e nelle scuole per promuovere rispetto ed educazione civica, tutela legale garantita dalle aziende per tutti gli operatori aggrediti, oltre a un adeguato supporto psicologico per chi subisce episodi traumatici. Proprio per dare un segnale forte nella Giornata del 12 marzo, la UGL Salute ha scelto di dedicare lo slogan “Mani che salvano vite, non bersagli di violenze”, un messaggio che sintetizza il valore del lavoro degli operatori e la necessità di proteggerli con ogni mezzo. “Le norme più severe rappresentano un segnale importante, ma non bastano senza un rafforzamento concreto della sicurezza nelle strutture sanitarie”, prosegue Giuliano. “È inaccettabile che chi si dedica alla cura delle persone diventi il bersaglio della frustrazione, della rabbia o dell’inciviltà di pochi. Aggredire un operatore sanitario significa colpire l’intero sistema e minare il diritto alla salute di tutti”. La Giornata del 12 marzo deve essere non solo un momento di riflessione, ma soprattutto l’occasione per affermare un principio semplice e imprescindibile: chi cura deve essere tutelato. “Servono rispetto, educazione civica e tolleranza zero verso ogni forma di violenza”, conclude Giuliano. “La sicurezza degli operatori sanitari non è negoziabile e deve diventare una priorità assoluta e non più rinviabile”.
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