Ascoli Piceno - Il grido d'allarme del Pd: "Serve intervenire per l'unità del partito"

Un grido d'allarme che arriva dal territorio e punta dritto ai vertici nazionali del Partito Democratico. Amministratori locali, dirigenti di circolo, componenti degli organismi di partito ed eletti del Piceno hanno deciso di rompere il silenzio e chiedere un intervento urgente per evitare “che la situazione interna della Federazione provinciale di Ascoli precipiti ulteriormente”. Nei giorni scorsi, infatti, un ampio gruppo di esponenti democratici ha inviato una lettera alla segretaria nazionale Elly Schlein, al responsabile organizzazione Igor Taruffi, alla coordinatrice della segreteria nazionale Marta Bonafoni al presidente dell'Assemblea nazionale Stefano Bonaccini e alla presidente della Commissione nazionale di garanzia Stefania Gasparini. Al centro della richiesta c'è la forte preoccupazione per l'improvvisa accelerazione del percorso congressuale provinciale, dopo la sospensione disposta nei mesi scorsi su indicazione del livello nazionale. Una scelta che, secondo i firmatari, rischia di aggravare una situazione già fortemente compromessa e di allontanare una parte significativa della comunità democratica da un percorso realmente partecipato e condiviso. La lettera, spiegano i promotori, non nasce con l'obiettivo di alimentare nuove contrapposizioni, ma con l'intento di aprire una fase diversa. Dopo le difficoltà e le sconfitte elettorali registrate negli ultimi mesi, sostengono, è necessario avviare una riflessione profonda sulle ragioni della crisi politica e organizzativa che attraversa il partito nel territorio ascolano. “Non capiamo perché – scrivono – mentre la segretaria regionale ha deciso di rassegnare le dimissioni, prendendo atto della situazione drammatica emersa dalle recenti elezioni, nella provincia di Ascoli Piceno, dove abbiamo perso tutto, coloro che hanno guidato il partito fino ad ora appaiano sordi e decidano di andare avanti comunque, rischiando di perdere un pezzo molto significativo del Pd, senza tentare alcuna apertura e senza voler aprire alcun canale di dialogo, come è stato fatto altrove”. I sottoscrittori indicano una sola priorità: ricostruire l'unità del Partito Democratico provinciale. Un obiettivo che, a loro avviso, non può essere semplicemente evocato, ma richiede un cambio di passo nei metodi di direzione politica, maggiore ascolto, inclusione e valorizzazione di tutte le sensibilità presenti nel partito. “La nostra iniziativa – aggiungono – non è contro qualcuno, ma per il futuro del Partito Democratico. Crediamo che l'unità sia oggi un valore indispensabile per costruire un'alternativa credibile alle destre. Ma l'unità può nascere soltanto da un cambiamento reale dei metodi e della cultura politica che hanno prodotto le attuali divisioni”. Da qui l'appello rivolto ai vertici nazionali affinché favoriscano un percorso di confronto e ricomposizione.
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