Attualità

Riflettori puntati sull'UTIC

04 febbraio 2025 alle 13:24
Riflettori puntati sull'UTIC

Occupiamoci dell’UTIC, le cui travagliate vicissitudini si trascinano da anni.

Il Madonna del Soccorso aveva la Cardiologia e l’UTIC molto prima che al Mazzoni venisse creato la cardiologia. Il Presidente del Comitato ha lavorato al Pronto Soccorso del Mazzoni dal 1972 al 1976 e sa benissimo quale fosse la situazione, casomai a qualcuno venisse la sciocca fantasia di contestare queste verità. Avevamo anche l’emodinamica, ovviamente con le dotazioni dell’epoca ma poi si cercò in tutti i modi, leciti e illeciti con la complicità della politica locale, di ridurre sempre più le capacità della nostra cardiologia, sino ad arrivare, dopo il 2010 a togliere definitivamente l’emodinamica con la promessa, garantita dal piano sanitario regionale del 2015, che a S. Benedetto sarebbe stata aperta la Neurochirurgia. Mentre l’emodinamica ci fu subito tolta il progetto della Neurochirurgia si rivelò solo uno specchietto per le allodole. Nel 2017, nel corso dello storico incontro tra il Sindaco Piunti, il Direttore dell’AV5 e il Presidente della Giunta regionale, furono pronunciate le fatidiche parole: «Qui non c’è l’UTIC perché non c’è l’emodinamica e non può esserci l’UTIC senza l’emodinamica. Per parlare di certi argomenti occorre essere preparati»! Questa affermazione risulta vergognosamente falsa, dato che la Società italiana di Cardiologia prevede chiaramente l’“UTIC senza emodinamica”. In seguito, infatti, nella DGR 1695 del 2018 la Regione pubblicò l’elenco delle UTIC regionali, tra cui: Fano, Jesi, Senigallia, Fabriano, Civitanova, Ascoli Piceno, S. Benedetto del Tronto. Tranne Ascoli, nessuno di questi ospedali ha l’emodinamica. Risale al febbraio 2020 la clamorosa affermazione, rinvenibile nei verbali dei consigli regionali, della vice presidente di Giunta: «Ringraziamo Dio che a S. Benedetto non c’è l’UTIC, perché non c’è neanche la Rianimazione», quando invece la nostra Rianimazione esisteva prima di quella del Mazzoni. Passando al recente Atto aziendale, il Presidente ha avuto modo di chiedere alla dottoressa Natalini, durante la presentazione, come mai agli atti non risulti esserci l’UTIC a S. Benedetto. La sua risposta è stata: «Sono andata in Regione, insieme al dottor Parato (il primario della Cardiologia) per chiedere il riconoscimento della nostra UTIC. Ci hanno risposto che non è possibile». Senigallia e Jesi continuano ad avere l’UTIC e a pag. 77 dell’Atto aziendale dell’AST di Pesaro, leggiamo: «è stata istituita la UOC Cardiologia e UTIC di Fano per rispondere ad un’esigenza crescente nella gestione delle patologie cardiologiche, garantendo un’assistenza specialistica e tempestiva per i pazienti affetti da condizioni cardiovascolari; tale UOC opererà in sinergia con la UOC Pronto Soccorso di Fano, migliorando i percorsi assistenziali». Scorrendo la lettura dei dipartimenti dell’AST di Pesaro scopriamo che la “Cardiologia UTIC” non fa parte del dipartimento di emergenza, come da noi, anche se dovrebbe “operare in sinergia con il Pronto Soccorso”» e a pag. 5 dell’Allegato A: «Ad oggi è attiva la UOSD “Cardiologia Fano e scompenso cardiaco” che nel presente assetto è trasformata in UOC e ridenominata “Cardiologia e UTIC Fano”». Nessuno può credere che una simile decisione possa essere stata presa senza un accordo con la Regione. Ricapitolando: gli ospedali di Jesi e Senigallia, che distano 30 km da Torrette che ha la cardiologia di 2° livello, hanno l’UTIC senza emodinamica; l’ospedale di Fano, che dista 10 km da quello di Pesaro, ha l’UTIC senza emodinamica. Noi che abbiamo una Cardiologia di 1° livello ad Ascoli a 32 km di distanza non possiamo avere l’UTIC. E nessuno spiega il perché. Nessuno dei nostri politici ha mai chiesto alla Regione il motivo del no e, se pure lo conosce, non lo spiega ai cittadini. Un politico del pesarese ha affermato pochi giorni fa: «Atto Aziendale AST PU sigillo indelebile». Dobbiamo riconoscere che si è voluto dare alla nostra Cardiologia un riconoscimento del lavoro svolto, concedendo alcuni codici di patologie che vengono qui trattate da anni, ma negando altri codici per patologie che vengono quotidianamente curate.

                                           Il Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso”