TENNIS TAVOLO: MEDAGLIA D’ORO ALL’INCLUSIONE PER LA STELLA DEL MARE SAN BENEDETTO
Undici atleti, nelle varie categorie paralimpiche e non, insieme ai Campionati Nazionali CSI

San Benedetto del Tronto -
Si è conclusa Domenica 10 Maggio, al Palasport “Bernardo Speca” di San Benedetto del Tronto la fase finale del Campionato Nazionale di Tennistavolo del Centro Sportivo Italiano, manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 300 pongisti provenienti da tutta Italia, impegnati in più di 500 gare tra prove individuali e di doppio.
All’interno di un evento che ha confermato la supremazia delle società lombarde nei risultati sportivi, la ASD Stella del Mare ha scelto ancora una volta di mettere al centro un’altra vittoria: quella dell’inclusione sociale attraverso lo sport.
La società sambenedettese ha partecipato alla manifestazione con ben 11 atleti, diventando l’unica realtà presente ai campionati ad aver schierato contemporaneamente atleti normodotati, atleti con disabilità motoria e atleti con disabilità intellettiva. Un segnale forte, concreto, che rappresenta pienamente l’identità e la missione della Stella del Mare: “Lo sport per educare, includere, rinascere”.
Nessuno degli atleti rossoblù è riuscito a conquistare una medaglia, ma il risultato più importante per la società non era il podio. La vera soddisfazione è stata vedere tutti i ragazzi vivere insieme la stessa esperienza sportiva, condividendo emozioni, difficoltà, sorrisi e spirito di squadra all’interno della stessa manifestazione nazionale.
Un’immagine simbolo dell’evento è stata quella di Paolo Vichi, atleta testimonial della Stella del Mare, presente in carrozzina ai tavoli del campionato. Paolo rappresenta in pieno il messaggio più profondo che la società vuole trasmettere: la possibilità di rinascere attraverso lo sport. Dopo essere stato investito anni fa da un’auto che non si fermò ad uno stop mentre viaggiava a bordo della sua Vespa, la sua vita è cambiata improvvisamente. Oggi però Paolo continua a lanciare con il suo sorriso, con il suo esempio, un messaggio di speranza verso tutte quelle persone che da un momento all’altro si ritrovano ad affrontare una nuova realtà fatta di difficoltà e fragilità.
Per la Stella del Mare lo sport non è soltanto competizione, ma uno strumento educativo, sociale e umano capace di restituire dignità, fiducia e nuove prospettive di vita. È questa la vera forza dello sport, quella che permette di abbattere barriere e creare inclusione autentica.
L’istruttore FITET Stefano Talamonti, nonché responsabile tecnico, guarda con entusiasmo al futuro del progetto pongistico della Stella del Mare: “Siamo partiti soltanto lo scorso anno e abbiamo già raggiunto due finali nazionali. Un risultato che ci dà grande entusiasmo e conferma che il progetto sta crescendo rapidamente grazie alla struttura solida della società e all’interesse che stiamo riscontrando sul territorio.
Per il prossimo anno vogliamo ampliare ulteriormente le attività, attivando un progetto nelle scuole per coinvolgere sempre più ragazzi ed inoltre vogliamo sviluppare anche un percorso specifico dedicato ai malati di Parkinson, considerando che oggi il tennis tavolo viene riconosciuto sempre più come uno strumento efficace non soltanto dal punto di vista sportivo, ma anche sotto l’aspetto motorio, cognitivo e riabilitativo. Un percorso nel quale la Federazione Italiana Tennistavolo crede con convinzione, supportata da studi internazionali che dimostrano come il tennistavolo possa rappresentare una terapia riabilitativa non farmacologica, capace di migliorare coordinazione, equilibrio, riflessi e reattività grazie a un costante stimolo cognitivo e motorio. Con una racchetta e una pallina in mano, dunque, è possibile contribuire concretamente a rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità della vita delle persone affette da Parkinson”.
La Stella del Mare nella persona del suo Direttore Generale Prof. Roberto Ciferni si dice orgoglioso del percorso intrapreso nel tennis tavolo e continuerà ad investire energie e progettualità a sostegno dei giovani, delle persone con disabilità e di tutte quelle situazioni in cui lo sport può diventare un’occasione concreta di crescita e rinascita.
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