Nel 2025 +1,6% infortuni e +47,7% morti sul lavoro nelle Marche

Da gennaio a novembre 2025 nelle Marche gli infortuni sul lavoro sono tornati a crescere.
Secondo i dati Inail rielaborati, le denunce presentate sono state 15.661, con un aumento dell'1,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. Ma è il dato sui decessi a destare la maggiore preoccupazione: le vittime salgono da 19 a 28, con un incremento del 47,4%. Diciannove morti sono avvenute in occasione di lavoro e quattro in itinere. Particolarmente critico il settore manifatturiero, dove i decessi passano da 2 a 9. A livello territoriale, la provincia più colpita è Macerata con 9 vittime, seguita da Pesaro Urbino con 6. Ancona, Ascoli Piceno e Fermo registrano 4 morti ciascuna. Proprio Ascoli Piceno evidenzia un'impennata significativa, passando da una a quattro vittime in un solo anno. Il profilo delle persone coinvolte conferma fragilità strutturali note: il 71,4% delle vittime ha un'età compresa tra i 50 e i 75 anni. Venticinque sono uomini e tre donne; prevalgono i lavoratori italiani. La maggior parte dei decessi si concentra nei settori industria e servizi, mentre l'agricoltura registra quattro casi. Anche gli infortuni non mortali restano elevati, con Ancona in testa per numero di denunce, seguita da Pesaro Urbino, Macerata e Ascoli Piceno. In crescita significativa i settori delle costruzioni, della sanità, dell'istruzione e dell'industria alimentare. Preoccupante anche l'aumento delle malattie professionali, soprattutto quelle legate a disturbi psichici, sistema respiratorio e nervoso. "E' necessario - commenta Guido Bianchini, past president Cocopro Inail Ascoli Piceno - un cambio di passo culturale e organizzativo, basato su formazione continua, tecnologie adeguate, controlli efficaci e reale partecipazione dei lavoratori. Solo così si può invertire una rotta che oggi preoccupa l'intera comunità marchigiana".
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