La protezione del mare non deve essere una partita tra destra e sinistra ma un dovere dettato dalla scienza e dalla responsabilità verso i nostri figli

Le dichiarazioni del Consigliere Regionale Antonini ci inducono a condividere alcune riflessioni al riguardo ed in relazione ai contenuti del dibattito sul Programma Quinquennale Regionale delle Aree Protette che martedì scorso abbiamo seguito dai banchi del pubblico ad Ancona. Intendiamo farlo con rispetto e senza spirito di polemica, perché riteniamo che il confronto sia sempre un valore.
Proprio per questo siamo usciti da quella seduta ed abbiamo letto le considerazioni di Antonini con un profondo rammarico. Ci saremmo infatti aspettati che una discussione destinata a orientare le politiche ambientali della Regione per i prossimi cinque anni fosse accompagnata da riferimenti agli studi scientifici, alle università, agli istituti di ricerca e agli organismi nazionali e internazionali che da anni evidenziano la necessità di rafforzare la tutela della biodiversità marina. Invece abbiamo ascoltato affermazioni che, a nostro avviso, non hanno trovato alcun riscontro nella letteratura scientifica. Persino parole di scherno nei confronti di coloro, come gli studiosi e la stessa chiesa che chiedono di agire prima possibile… i quali sarebbero “farfalloni” senza piedi per terra, animati da “furia ambientalista”.
Colpisce, ad esempio, sostenere che "non esistono evidenze faunistiche o floristiche tali da giustificare una tutela". È esattamente il contrario di quanto documentato da anni dai ricercatori che studiano l'Adriatico. Lungo la costa del Piceno vive una straordinaria comunità di organismi bentonici, quella che il professor Carlo Cerrano ha efficacemente definito una "metropoli sommersa": un patrimonio di biodiversità che svolge servizi ecosistemici essenziali, dalla depurazione naturale delle acque all'assorbimento di anidride carbonica, dalla produzione di biomassa al sostegno dell'intera catena alimentare marina.
Sorprende che chi è chiamato a compiere scelte che incideranno sul futuro delle nuove generazioni non ritenga minimamente necessario confrontarsi con queste conoscenze. Per questo rinnoviamo pubblicamente al consigliere regionale Andrea Antonini il nostro invito a partecipare ed intervenire ai nostri appuntamenti di divulgazione scientifica che ripartiranno il 5 luglio, per tutte le domeniche estive. Un invito al confronto che, purtroppo, negli anni è sempre rimasto senza risposta, nonostante sia stato formulato anche dai Sindaci della costa. Crediamo infatti che decisioni così importanti meritino un dialogo fondato sui dati e sulle evidenze, non sulle contrapposizioni ideologiche.
Vorremmo inoltre chiarire un equivoco che continua a essere riproposto. Il progetto dell'Area Marina Protetta del Piceno non prevede un modello tradizionale, pensato per aree scarsamente antropizzate. Al contrario, nasce proprio dalla consapevolezza delle caratteristiche della nostra costa e propone una tutela calibrata e compatibile con le attività economiche esistenti. Le uniche aree di riserva previste sono quelle già riconosciute per il loro elevato valore naturalistico: la Sentina e l'area di San Nicola, a Grottammare per un totale di 4 o 5 km di costa. Nel restante tratto costiero non sono previste limitazioni incompatibili con le attività attualmente svolte, ma una gestione unitaria capace di coordinare tutela ambientale, ricerca scientifica, educazione, monitoraggio e valorizzazione turistica del territorio, con grandi opportunità legate a bandi e finanziamenti promossi a livello nazionale ed europeo.
Nessuno sostiene che un'Area Marina Protetta possa sostituire il turismo balneare che caratterizza la Riviera delle Palme. Sarebbe un'affermazione priva di senso. Al contrario, essa può rappresentare un elemento qualificante dell'offerta turistica, sempre più orientata verso esperienze legate alla natura, alla sostenibilità, alla conoscenza del mare e alla qualità ambientale. È ciò che dimostrano numerose aree marine protette italiane, dove la conservazione è diventata anche un'opportunità di sviluppo.
Noi continueremo a proporre questo progetto con lo stesso spirito con cui lo abbiamo fatto fin dall'inizio: ascoltando la scienza, dialogando con le istituzioni e confrontandoci con tutti. Perché la tutela del mare non appartiene a una parte politica, ma riguarda il futuro di un patrimonio comune che abbiamo il dovere di consegnare integro alle generazioni che verranno.
Associazione Promotori del Parco Marino del Piceno OdV
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