Classificazione dei Comuni montani, si amplia il fronte del ricorso: otto Comuni si rivolgono al Presidente della Repubblica
Sindaci e ALI chiedono di fermare il decreto: "Va ripensato radicalmente"

Roma – Centinaia di Comuni in tutta Italia hanno scelto nelle settimane scorse di ricorrere al TAR contro il decreto attuativo. I ricorsi hanno evidenziato profili di illegittimità significativi: criteri giudicati irragionevoli e incompleti, disparità di trattamento tra territori analoghi, carenze nell’istruttoria tecnica e nella partecipazione degli enti locali, oltre a possibili contrasti con i principi costituzionali e con il diritto europeo.
Ai ricorsi al TAR del Lazio si sono aggiunti, con gli stessi contenuti, i ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica di otto comuni che non avevano potuto presentare il ricorso al TAR nei termini previsti: Casalvecchio di Puglia (Foggia), Bonassola (La Spezia), Archi (Chieti), Calci (Pisa), Castel Viscardo (Terni), Sciolze (Torino), Fratta Todina (Perugia), Saluzzo (Cuneo). Sette sono stati presentati dagli avvocati Antonio Bartolini, Antonella Mirabile e Andrea Pensi e uno, quello di Saluzzo, dall’avvocato Marco Comaschi.
“È necessaria una revisione profonda dei criteri di classificazione, superando l’impostazione che si vuole imporre fondata quasi esclusivamente sull’altimetria e introducendo criteri multidimensionali capaci di tenere conto dell’accessibilità ai servizi, delle condizioni demografiche, delle infrastrutture, della fragilità economica e sociale dei territori. Si deve aprire davvero un confronto istituzionale che coinvolga Comuni, Regioni e Parlamento, per definire in modo condiviso una nuova classificazione realmente aderente alla realtà”. Lo afferma con chiarezza la sindaca di Calci Valentina Ricotta, fra i promotori del ricorso al Presidente della Repubblica: “Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di chiedere equità e coerenza nelle politiche pubbliche”.
“L’impegno dei Comuni, al quale ALI ha dato sponda, ha già prodotto risultati – sottolinea Valerio Lucciarini De Vincenti, Segretario Generale di ALI, l’associazione delle autonomie locali di via delle Botteghe Oscure – il Dpcm atteso non è stato emanato, ci sono ripensamenti tra le forze politiche e l’Anci ha chiesto formalmente di bloccare l’iter del decreto. Si deve sperare in un radicale ripensamento, prima che la giustizia amministrativa intervenga sanzionando i molteplici profili d’illegittimità che i ricorsi hanno evidenziato”.
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