Irregolarità nell'apicoltura nelle Marche, dieci gli indagati

Un'operazione partita dai controlli negli apiari e arrivata fino alla gestione dei fondi pubblici destinati all'apicoltura.
È questo il perimetro dell'operazione "Apifarm", condotta dal nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale dei Carabinieri forestali di Ascoli Piceno, che ha portato alla luce un doppio fronte di irregolarità tra le province di Ascoli Piceno e Fermo. Nel corso della prima fase, svolta in collaborazione con i veterinari delle Ast competenti, i militari hanno effettuato verifiche mirate negli apiari per accertare il corretto utilizzo dei trattamenti contro la Varroa destructor, uno dei principali parassiti delle api. In quattro casi sono emerse violazioni particolarmente gravi: all'interno degli alveari sono state rinvenute strisce insetticide artigianali, realizzate e impregnate con miscele di sostanze chimiche vietate e non riconducibili a medicinali veterinari autorizzati. Le analisi di laboratorio hanno confermato la presenza di otto principi attivi proibiti, potenzialmente dannosi per gli insetti impollinatori e per l'ambiente. Le sanzioni amministrative elevate superano complessivamente gli 80mila euro. Parallelamente, l'indagine si è estesa alla verifica dei contributi pubblici erogati nell'ambito dei programmi Ocm miele. Dall'esame della documentazione acquisita presso un'associazione apistica e negli uffici della Regione Marche, è emerso un quadro di irregolarità sistemiche nella gestione delle attività di assistenza tecnica e formazione finanziate negli ultimi anni. Secondo quanto accertato, molte delle attività dichiarate sarebbero rimaste solo sulla carta: visite tecniche compilate in ufficio, firme ripetute e rendicontazioni che avrebbero consentito l'accesso ai fondi senza il rispetto dei requisiti previsti. Il presunto meccanismo avrebbe portato all'erogazione indebita di circa 250mila euro. I fatti sono stati segnalati all'autorità giudiziaria: dieci le persone indagate, a vario titolo, per truffa aggravata, indebita percezione di fondi pubblici, malversazione e falso ideologico. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità e possibili danni erariali.
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