IL PRESIDENTE DELLA REGIONE FRANCESCO ACQUAROLI ALL’ASSEMBLEA GENERALE 2025 DI CONFINDUSTRIA PESARO-URBINO

Priorità ai giovani e al rafforzamento dell’incontro tra domanda e offerta di lavoro, senza dimenticare le grandi direttrici su sanità, infrastrutture, ZES e sviluppo economico
Questo il filo conduttore al centro dell’intervista al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli a conclusione dell’Assemblea generale 2025 di Confindustria Pesaro-Urbino per gli 80 anni dalla fondazione che si è tenuta questa mattina all’Auditorium Scavolini di Pesaro. “I giovani sono una priorità assoluta – così in apertura il Presidente, augurando un buon lavoro al nuovo Presidente di Confindustria Pesaro e Urbino – Dobbiamo contrastare la denatalità e creare le condizioni per trattenerli nelle Marche, una regione piccola ma ricca di potenzialità”. L’obiettivo, ha aggiunto “è rafforzare i legami tra università, imprese e territorio, per non perdere la spinta propulsiva e far sì che i giovani restino e che altri arrivino. Lo sviluppo economico, produttivo e industriale, nei nuovi programmi della Regione all’avvio del secondo mandato – ha aggiunto – è tra le priorità strategiche, non possiamo prescindere dalle nostre imprese. Dopo anni difficili tra pandemia e alluvione, è necessario sostenerle e accompagnarle con una visione di squadra, ragionando in maniera aggregata e rafforzando la collaborazione tra Regione, Governo e Unione Europea, nella capacità di individuare soluzioni e percorsi condivisi per il futuro del nostro territorio. Le risorse europee e la futura Zona Economica Speciale (ZES) rappresentano strumenti fondamentali per rilanciare la competitività, riportare le Marche tra le regioni più competitive e abbandonare prima possibile lo stato di regione in transizione. È una grande occasione per attrarre investimenti, e il nostro obiettivo è renderla più efficace possibile. Un lavoro che dovremo fare come Regione in sinergia con tutti gli attori e con il supporto delle università e i corpi intermedi”. A questo si interseca il lavoro sullo sviluppo infrastrutturale. “Il successo della ZES dipenderà anche dal potenziamento ferroviario e portuale, in particolare attorno ad Ancona. L’obiettivo è creare un ecosistema produttivo e logistico integrato, capace di rendere le Marche più competitive. Si tratta di opere complesse ma indispensabili, elementi dirimenti per poter competere: senza infrastrutture moderne, il territorio perde attrattività per imprese e investimenti. Le Marche scontano decenni di ritardi, ma ora serve una strategia unitaria che coinvolga enti locali e corpi intermedi”. L’imprenditorialità marchigiana, per il presidente Acquaroli, è un patrimonio da valorizzare e sostenere per non restare indietro in un’epoca di velocissimi cambiamenti. Occorre anche ricostruire il tessuto industriale colpito dalla perdita di grandi asset e da un sistema del credito indebolito. Le istituzioni, con senso di squadra, devono accompagnare la transizione digitale e tecnologica, mantenendo un dialogo costante con imprese e associazioni per garantire sviluppo e competitività. L’augurio del presidente Acquaroli è quello di lasciare tra cinque anni una regione più coesa e moderna, capace di ritrovare un forte senso di comunità. “La coesione sociale è la base per affrontare le sfide future. Voglio una regione che dia ai giovani motivi per restare, studiare e lavorare qui, creando opportunità e riducendo le disuguaglianze. Servono sinergie tra scuola, università e imprese per accompagnare i ragazzi nelle scelte formative e professionali. L’obiettivo è che i giovani vedano nelle Marche un luogo dove costruire il proprio futuro, senza dover cercare altrove la realizzazione personale. Ora la priorità è lavorare con entusiasmo e concretezza, per rilanciare la regione e garantirle una posizione stabile nel panorama competitivo nazionale” ha concluso il presidente Acquaroli.
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