I misteri della Grande Piramide e lo Zed
Il Lions Club di San Benedetto del Tronto organizza una serata dedicata alle ricerche di Mario Pincherle

San Benedetto del Tronto - Un viaggio tra archeologia, storia e grandi interrogativi ancora aperti sulla piana di Giza. Giovedì 25 settembre, a partire dalle ore 20:00, il Lions Club di San Benedetto del Tronto organizza a Palazzo Bice Piacentini di San Benedetto del Tronto un incontro dal titolo “I misteri della Grande Piramide e lo Zed. Le scoperte di Mario Pincherle alla luce degli ultimi rilievi archeologici nella piana di Giza”.
L'appuntamento offrirà l'occasione per ripercorrere l'opera di Mario Pincherle (1919-2012) studioso e ricercatore italiano noto per le sue ricerche sull'antico Egitto e, in particolare, sulla Grande Piramide di Cheope. Docente e dirigente scolastico, Pincherle dedicò gran parte della propria vita allo studio delle civiltà antiche, elaborando una teoria originale secondo cui la piramide di Cheope non sarebbe stata costruita come tomba del faraone, ma per custodire una struttura preesistente, identificata con lo Zed (o Djed), simbolo sacro associato a Osiride e alla stabilità cosmica. Le sue ipotesi furono presentate già nel 1969 in una comunicazione all'Accademia dei Lincei e furono successivamente sviluppate in numerosi libri, tra cui La Grande Piramide e lo Zed.
Nel corso degli anni le teorie di Pincherle hanno suscitato interesse e dibattito, anche al di fuori dell'ambito accademico tradizionale. Alcune recenti indagini effettuate mediante la tomografia a muoni hanno portato alla scoperta di grandi cavità interne nella piramide di Cheope, confermando l'esistenza di spazi ancora inesplorati all'interno del monumento e riaccendendo l'attenzione sui misteri della struttura. Tuttavia, la funzione di tali cavità rimane tuttora oggetto di studio e le interpretazioni avanzate da Pincherle non trovano consenso nella comunità egittologica ufficiale.
A guidare la serata sarà il figlio Maurizio Pincherle, socio del Lions Club San Benedetto del Tronto e neuropsichiatra infantile, che ripercorrerà le intuizioni del padre mettendole a confronto con i più recenti rilievi e con le nuove scoperte emerse nella piana di Giza. L'incontro sarà un'occasione per approfondire uno dei grandi enigmi dell'archeologia e per riflettere sul rapporto tra ricerca, tradizione e nuove tecnologie.
L'appuntamento si inserisce nel programma culturale dell'associazione e si propone di offrire ai partecipanti uno sguardo affascinante su uno dei monumenti più studiati e misteriosi dell'umanità.
“Si tratta di un incontro – ha detto il Presidente del Lions Club San Benedetto del Tronto Giorgio Mataloni – che ci permetterà di riflettere su un mistero, quello dalla funzione delle piramidi, che è tutt’altro che risolto e proprio l’applicazione di nuove tecnologie nello studio del complesso monumentale di Giza lo dimostra”.
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