Grano duro, Cia Marche: “Parte la CUN, primo passo verso prezzi più giusti”.

Il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei: “Adesso, attendiamo un riequilibrio della filiera”.
ANCONA - Dopo anni di richieste e mobilitazioni del mondo agricolo, la Commissione Unica Nazionale (CUN) del grano duro entra finalmente nella piena operatività. La prima riunione, ospitata alla Camera di Commercio di Roma, segna l’avvio concreto di uno strumento destinato a incidere sulla formazione dei prezzi lungo la filiera cerealicola. Cia-Agricoltori Italiani ritiene che questo sia un passaggio strategico, frutto di un percorso costruito nel tempo: dalla battaglia per la trasparenza dei mercati fino agli strumenti come Granaio Italia, il riconoscimento dei costi medi di produzione e il rafforzamento degli accordi di filiera. “Cia Marche – dichiara il suo presidente regionale, Alessandro Taddei – ha sempre considerato l’istituzione della CUN un’ottima notizia a tutela di un prezzo equo, ma le criticità strutturali del comparto saranno risolte se, contemporaneamente, si lavorerà per risolvere gli squilibri interni della filiera: prezzi al produttore spesso inferiori ai costi di produzione, a fronte di un aumento dei prezzi al consumo, un’anomalia che oggi, a causa dei rincari del carburante agricolo e di numerosi prodotti, tra cui i concimi, è ancora più sentito dagli agricoltori, che continuano a vendere al di sotto dei loro costi di produzione con rischi evidenti per la tenuta delle aziende. È in pericolo la tenuta socioeconomica di intere aree del nostro Paese e, non ultima, la dignità degli agricoltori”. È proprio questo divario a rendere centrale l’entrata in funzione della CUN, chiamata a individuare un prezzo indicativo del grano duro nazionale basato su dati reali e criteri trasparenti, differenziati per qualità e aree geografiche. La Commissione, composta in modo paritetico da rappresentanti della parte agricola e industriale, si propone come luogo di confronto per ridurre le distorsioni del mercato. Il grano duro rappresenta un pilastro dell’agricoltura italiana: con circa 1,2 milioni di ettari coltivati, l’Italia è il primo Paese Ue e il secondo produttore mondiale dopo il Canada. Eppure, il comparto attraversa una fase complessa, aggravata dall’aumento dei costi di produzione e dalle tensioni internazionali che incidono su energia e fertilizzanti. In questo contesto, la CUN è uno strumento importante per ristabilire condizioni di equità, ma non sufficiente da sola. Cia Marche sottolinea che il nodo resta la redistribuzione del valore lungo la filiera: oggi solo una quota minima della spesa del consumatore arriva agli agricoltori. Per questo, accanto alla nuova Commissione, diventa decisivo rafforzare le politiche di filiera e le iniziative territoriali. Nelle Marche, Cia è impegnata nella costruzione del Distretto del Grano, con l’obiettivo di aggregare i produttori, aumentare il potere contrattuale e promuovere una programmazione più efficace. Il CUN è composto da dieci commissari della parte agricole a dieci della parte industriale, ne fanno parte due rappresentanti effettivi e due sostituti: Silvana Roberto, imprenditrice di Foggia, prima provincia per produzione di grano duro in Italia; Carmelo Allegra, giovane produttore siciliano; Marco Bergami, cerealicoltore del Bolognese; Claudio Capecchi, agricoltore della Maremma grossetana.
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