Giulianova: donna uccisa e data alle fiamme, oggi l’autopsia

Sarà probabilmente l'autopsia, disposta per la giornata di oggi, a fare chiarezza sulla morte di Fabiana Piccioni, la donna giuliese di 47 anni il cui corpo nudo e bruciato è stato abbandonato tra sacchi di rifiuti, nelle campagne, lungo la strada comunale Cavoni a Giulianova Paese, a confine con Mosciano
Un omicidio efferato che non lascia scampo ad altre supposizioni. Fabiana Piccioni, da qualche tempo disoccupata, era scomparsa giovedì, 2 gennaio. I suoi familiari avevano infatti sporto denuncia. Ieri pomeriggio, a scoprire il corpo, semi carbonizzato soprattutto negli arti inferiori, alcuni cacciatori che si muovevano nella zona. I carabinieri l’hanno identificata da un tatuaggio sul braccio che i familiari avevano indicato nella denuncia di scomparsa. La prima ricognizione cadaverica ha escluso la presenza di segni di arma da fuoco, di coltellate o di lesioni esterne da strangolamento. E soprattutto ha accertato l’assenza di segni di difesa sulle mani, in particolare unghie e polpastrelli: ovvero nessun elemento che faccia pensare a una difesa della vittima che potrebbe essere stata portata in via Cavoni già morta e qui data alle fiamme, considerando che anche l’erba su cui giaceva era bruciata. Ma da quanto tempo quel corpo era lì? Anche questo particolare dovrà scoprilo il medico legale tramite l’autopsia. Nella mattinata odierna sono proseguite le indagini dei Ris e si stanno raccogliendo testimonianze da chi conosceva Fabiana. Accertamenti sono in corso per verificare la presenza nella zona di sistemi di video sorveglianza le cui telecamere potrebbero aver ripreso immagini di macchine sospette. Al setaccio anche le telecamere dei sistemi di videosorveglianza che si trovano nella zona in cui lo scorso giovedì per l’ultima volta è stata vista la donna dopo aver consumato un caffè in un bar. Fabiana Piccioni era molto conosciuta a Giulianova. La donna, che non era sposata, si era avviata nel mondo del lavoro prima come estetista e successivamente come barista. Attualmente era disoccupata. Per qualche tempo è stata impegnata anche nel volontariato. Nel 2019 si era anche candidata nelle elezioni amministrative a supporto del candidato sindaco del centrodestra Pietro Tribuiani. “Era davvero una brava ragazza, sempre attenta ai più deboli. Aveva questa propensione ad occuparsi dei problemi del sociale - ha dichiarato il sindaco Jwan Costantini - E’ un delitto efferato che mai Giulianova aveva visto prima. La città è scossa e sgomenta da quando è avvenuto”.
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