Cose da Paz! Festival 2026: una seconda edizione che lascia il segno

San Benedetto del Tronto - Si è chiusa domenica 13 settembre, al Teatro Concordia di San Benedetto del Tronto, la seconda edizione di Cose da Paz! Festival, organizzata dal Laboratorio Teatrale Re Nudo e dedicata al genio, alla libertà creativa e all’eredità culturale di Andrea Pazienza, nel settantesimo anniversario della nascita.
Tre giornate intense e partecipate, capaci di coinvolgere pubblici diversi e di costruire, attorno alla figura di Pazienza, un racconto vivo e contemporaneo fatto di fumetto, arte, cinema, teatro, letteratura, musica, incontri e memoria.
A suggellare questa seconda edizione è stato lo spettacolo “Mio, sempre mio Andrea”, con Sergio Rubini, accompagnato dalla DauniaOrchestra e da Giò Sada. Attraverso lettere, poesie e canzoni inedite, lo spettacolo ha restituito al pubblico una dimensione più intima di Andrea Pazienza, facendo emergere l’uomo accanto all’artista e regalando al Festival una conclusione di grande intensità emotiva.
Ma il successo di Cose da Paz! è soprattutto quello di un progetto che, sotto la direzione artistica di Giulio Troli e Maicol&Mirco, è riuscito ancora una volta a trasformare San Benedetto del Tronto in un luogo d’incontro tra linguaggi, generazioni, artisti, studiosi e persone che hanno conosciuto, studiato o raccolto l’eredità di Pazienza.
Una pluralità di sguardi ben rappresentata anche dalla fotografia scattata al termine dello spettacolo conclusivo. Insieme a Sergio Rubini compaiono infatti alcuni dei protagonisti e collaboratori di questa edizione: Francesco D’Erminio, in arte Ratigher, fumettista e autore tra le voci più originali del fumetto contemporaneo; Oscar Glioti, giornalista, scrittore e sceneggiatore, cocuratore delle mostre del MAXXI di L’Aquila e Roma dedicate ad Andrea Pazienza; il direttore artistico Giulio Troli; Franco Mercuri e Rosalba Rossi di Endeca | Agitatore Culturale ETS; Tommaso Aragramde di Atomo Studio (creazione e gestione immagine festival e comunicazione); Rovero Impiglia, regista del documentario Il murale di Andrea Pazienza – un’opera in-attesa, presentato in anteprima nazionale durante il Festival; e Carlotta Vacchelli, docente, ricercatrice, critica e curatrice di storia del fumetto, che insegna alla American University of Rome e alla NABA Roma – Nuova Accademia di Belle Arti.
Significativo anche il contributo di Endeca | Agitatore Culturale ETS, partner del Festival, impegnata in questa edizione anche nella cura e nell’allestimento della mostra dedicata a Paolo Bacilieri (altro grande protagonista del Festival): una collaborazione che si inserisce nella volontà di costruire reti e sinergie tra associazioni, professionisti, artisti e realtà culturali, mettendo in comune competenze ed esperienze.
Un festival fatto dunque di persone, sensibilità e competenze differenti che si incontrano attorno a un progetto culturale comune che non si è limitato a celebrare Andrea Pazienza, ma continua a farne circolare l’energia, l’irriverenza, la libertà e la straordinaria capacità di attraversare linguaggi e generazioni.
Una seconda edizione che si chiude con un importante riscontro di pubblico e partecipazione e che conferma quanto San Benedetto sappia rispondere quando la cultura diventa occasione autentica di incontro, contaminazione e condivisione.
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