Consiglio Comunale del 27 luglio 2026 a Castorano: seduta sciolta e telecamere vietate ad una testata giornalistica on line
CASTORANO – Tensione altissima nella seduta del Consiglio Comunale di Castorano, terminata nel peggiore dei modi: con lo scioglimento anticipato dell'assemblea e il divieto di ripresa imposto a una testata giornalistica on line

Un doppio episodio che ha scatenato la durissima reazione delle forze di opposizione,
pronte ora a investire della questione la Prefettura di Ascoli Piceno per presunta
violazione delle prerogative democratiche e del diritto di cronaca.
Lo scontro in aula e la chiusura anticipata
La miccia si è accesa durante la discussione di un importante punto all'ordine del
giorno, sulla mozione dove si chiedeva la revoca della concessione per installazione
infrastruttura di telecomunicazione e l’interrogazione procedura di accorpamento al
demanio stradale comunale. Un consigliere di minoranza ha preso la parola per
esprimere un netto dissenso, supportato da una fitta documentazione depositata agli
atti. Di fronte al silenzio assoluto della maggioranza e del Primo Cittadino, il
consigliere ha incalzato ripetutamente e a voce alta il Sindaco, pretendendo risposte
concrete nel merito dei documenti presentati.
Invece di rispondere o di disporre una breve sospensione per ristabilire la calma —
come previsto dalle normali procedure regolamentari — il Sindaco (che a Castorano
riveste anche le funzioni di Presidente del Consiglio) ha preso una decisione drastica:
ha interrotto i lavori e ha dichiarato unilateralmente sciolta la seduta, impedendo di
fatto la prosecuzione del dibattito e il voto.
Telecamere spente: il "caso" dell'Articolo 40
A rendere la situazione ancora più opaca è stato il contestuale divieto di ripresa
imposto ai giornalisti di una testata giornalistica on line presente in aula per documentare i
lavori. Il Sindaco ha intimato lo spegnimento delle telecamere appellandosi
all';articolo 40 del regolamento comunale.
Un' interpretazione che ha subito sollevato forti dubbi di legittimità. Sebbene i
regolamenti interni degli enti locali possano disciplinare gli aspetti logistici e tecnici
del posizionamento dei media, la giurisprudenza consolidata e i pronunciamenti del
Garante della Privacy stabiliscono che il diritto di cronaca (tutelato dall'articolo 21
della Costituzione) è preminente: le sedute del Consiglio sono pubbliche e gli
amministratori locali esercitano una funzione pubblica, motivo per cui non possono
opporsi alla diffusione delle immagini, salvo rari casi di sedute segrete a tutela di dati
sensibilissimi di singoli cittadini.
Minoranze pronte al ricorso al Prefetto
"Un bavaglio inaccettabile alla stampa e un abuso dei poteri di presidenza per
sfuggire al confronto democratico", commentano i banchi della minoranza.
L'opposizione sta già valutando le prossime mosse: nelle prossime ore potrebbe
partire un esposto formale indirizzato al Prefetto di Ascoli Piceno per chiedere una
verifica immediata sulla regolarità della gestione dell';aula. Nel frattempo, si attende
la pubblicazione del verbale ufficiale della seduta per verificare come siano state
formalizzate e giustificate a registro decisioni così drastiche.
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