Concorso Letterario “Massimo De Nardis”, i vincitori

San Benedetto del Tronto - Si è tenuta, domenica 26 luglio, in occasione della cena della festa della Madonna della Marina presso il Circolo Nautico Sambenedettese, la premiazione dei vincitori del Concorso
Letterario “Massimo De Nardis” riservato agli studenti delle scuole italiane secondarie di primo e secondo grado, autori di un racconto originale e inedito sul tema del mare.
Il concorso, giunto alla XXIII edizione, è in memoria di Massimo De Nardis, medico amato e stimato, marinaio forte e coraggioso nonché scrittore di talento.
Vincitrice della categoria A, dedicata alle scuole secondarie di primo grado, è risultata Lavinia Madeo, dell’Istituto Comprensivo “Elena Lucrezia Cornaro Piscopia” di Crosia-Mirto (CS), con il racconto “Dove Finisce”.
Il racconto - si legge nelle motivazioni – “centra perfettamente il tema assegnato. Il canto del mare è struggente, ma va oltre il suo spazio fisico e termina in tutte quelle menti e quei cuori che lo ascoltano e lo ricordano. In questo modo il mare è come una persona, la miglior compagnia dei vari personaggi e delle varie vite che attraversa. Il racconto è scritto bene e sviluppato con uno stile poetico che resta efficace e non retorico o edulcorato. Nonostante una lunghezza contenuta, la capacità di sintesi è un ulteriore pregio del lavoro. L’originalità è più che significativa e il messaggio di condivisione e speranza riesce a conferire al lettore positività, oltre che il piacere della fruizione dell’opera”.
Nella categoria B, alla quale potevano iscriversi autori delle scuole secondarie di secondo grado, si è imposto Lorenzo Trentin, studente del Liceo Scientifico "G.Galilei" di Macerata, con un racconto dal titolo Il respiro del sale: pur restando all’interno del tema dato, si legge nella motivazione, “il racconto riesce con grande originalità a essere impegnato in chiave ambientalista, dove attraverso una fantasiosa ma efficace distopia si prospetta l’importanza del mare per la vita degli uomini e per il pianeta. La lingua usata e padroneggiata in modo pieno, con una forma gradevole e accattivante. Il finale in buona parte lieto non è edulcorato, ma lascia aperta la porta della speranza sia pure in modo convenzionale, visto il meccanismo narrativo creato. In realtà, è molto ampio e corale e la citazione poetica non solo appare pertinente, ma non dà mai l’impressione di essere un espediente di facile realizzazione, piuttosto la degna conclusione di un lavoro compiuto, speciale e armonico in tutte le sue componenti”.
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