Cia Marche partecipa alla manifestazione di Bari per il grano italiano
Il Presidente Cia Marche Alessandro Taddei: “La cucina italiana è patrimonio dell’Unesco? Perché ogni tanto non ci ricordiamo degli agricoltori?”

ANCONA - Cia Marche parteciperà con una nutrita delegazione alla manifestazione che si terrà, venerdì 12 giugno, al porto di Bari, un flash-mob a difesa del grano duro italiano, con produttori provenienti non solo da tutte le province pugliesi, ma anche da tutto il Centro Sud.
“Per la terza regione cerealicola del Paese, le Marche – afferma il Presidente Cia Marche, Alessandro Taddei – la questione del grano è vitale. E molte cose non vanno. Il CUN, della cui costituzione eravamo stati artefici come Cia e di cui eravamo sinceramente felici, non sta raggiungendo i suoi obiettivi, perché i rapporti di filiera nel nostro Paese sono complessi. Noi chiediamo ai nostri rappresentanti all’interno della CUN di riportare al centro il vero obiettivo: creare un prezzo minimo che consenta almeno di coprire le spese di produzione, perché oggi il prezzo del grano è insufficiente. Ed è insufficiente, secondo grande problema, perché nei nostri porti, ad Ancona come a Bari, arrivano cereali da tutto il mondo”.
Il problema di una concorrenza sleale “è accentuato – prosegue Taddei – dal fatto che noi dobbiamo sottostare a dei protocolli e a un monitoraggio che accettiamo per il bene dei consumatori, ma che non vale in tutto il mondo. Chiediamo, insieme al Presidente di Cia Puglia e vicepresidente nazionale Gennaro Sicolo, che il grano duro che arriva nei nostri porti sia controllato da NAS, Guardia di Finanza, Sanità Marittima e Osservatorio Fitosanitario regionale e che ci sia il rispetto rigoroso degli standard sanitari, ambientali e merceologici del grano duro importato e della pasta da esso ottenuta”.
Nell’aderire completamente ai sei punti al centro della prossima manifestazione a Bari, Cia Marche si chiede anche il perché “se la cucina italiana è patrimonio dell’Unesco, ogni tanto non ci si ricordi anche degli agricoltori, a cui va di certo ascritto parte del merito. Sarebbe una bella idea, che ho già espresso in passato, se ci fosse una massiccia produzione di pasta italiana con grano duro rigorosamente italiano.
Infine, il monito del Presidente Taddei: “Non permettiamo che un patrimonio tanto importante per il nostro Paese si perda: se non permetteremo agli agricoltori di vivere dignitosamente coltivando il grano, non meravigliamoci poi se le nostre campagne diventeranno un’enorme distesa di pannelli solari”.
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