Castignano - Legge sui Comuni montani, il Comune piceno si sospende dall'Anci

Il Consiglio comunale di Castignano, riunito in seduta straordinaria e partecipata da numerosi cittadini, ha tracciato una linea netta contro la nuova legge nazionale sulla montagna, giudicata fortemente penalizzante per i territori appenninici.
L’assemblea ha deliberato la sospensione formale della partecipazione all’Anci e l’avvio, insieme ad altri 28 Comuni marchigiani, di un ricorso legale contro una classificazione ritenuta distante dalla realtà geografica e sociale delle aree interne. Tra le decisioni assunte anche l’affidamento a tecnici specializzati del ricalcolo dell’altimetria comunale con strumenti di precisione. Secondo l’amministrazione, infatti, i dati Istat attualmente in uso sarebbero approssimativi e rischierebbero di escludere Castignano per pochi centimetri dalla soglia dei 350 metri necessaria per il riconoscimento di comune montano. Il sindaco Fabio Polini parla senza mezzi termini: “Non è una disputa tra campanili, ma una questione di sopravvivenza del sistema appenninico. La norma appare chiaramente orientata a favore delle Alpi, delle Province autonome e delle Regioni a statuto speciale, dove ogni comune montano viene tutelato. Nelle Marche, invece, si verificano situazioni paradossali: realtà come Castignano o Appignano vengono escluse, mentre altre con caratteristiche ben diverse risultano incluse”. Le ricadute, secondo il primo cittadino, rischiano di essere pesanti e immediate. “Si tratta di un contenitore normativo che potrà essere riempito in futuro con misure dalle quali saremo esclusi, subendo solo effetti negativi – prosegue Polini -. I cittadini non agricoltori dovranno pagare l’imposta sui terreni, i costi delle compravendite aumenteranno sensibilmente e anche il sistema scolastico subirà tagli basati su criteri numerici che ignorano la realtà delle comunità montane”. Il sindaco di Castignano, infine, ribadisce la volontà di proseguire la battaglia istituzionale: “Continueremo a lavorare con tutte le forze politiche e con il tessuto produttivo locale per far comprendere al Governo che questa impostazione è sbagliata. Non ci fermeremo finché la norma non sarà profondamente modificata”. Previsti, nel corso delle prossime settimane, anche altri incontri in Regione per provare a trovare una soluzione a una problematica che sta tenendo in ansia, oltre a Castignano, altri 28 Comuni marchigiani.
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