Calcio serie C: dopo quasi 40 anni torna il derby Ascoli-Sambenedettese

E come soleva dire il grande Carlo Mazzone: "Chi l'ha giocato non ha paura di niente".
Con la composizione dei gironi della serie C è ufficiale il ritorno, dopo quasi 40 anni, di uno dei derby più sentiti d'Italia, quello fra Ascoli e Sambenedettese. Due squadre della stessa provincia, da sempre divise da una storica rivalità, che va anche oltre il fatto sportivo. L'ultima volta che Ascoli e Samb si sono affrontate è stato in un derby di Coppa Italia, l'unico della storia, disputato il 3 settembre 1986 allo stadio Del Duca, vinto dai bianconeri per 1-0. Pochi mesi prima, l'1 giugno, era finita 0-0 l'ultima sfida di campionato (serie B). Quel pareggio consentì all'Ascoli allenato da Aldo Sensibile, con Vujadin Boskov direttore tecnico, di essere promosso in serie A e alla Samb di mister Vitali di avvicinarsi alla salvezza. E' stato forse l'unico caso della storia del calcio italiano in cui una tifoseria che aveva appena conquistato la promozione nella massima serie, contestò la propria squadra, assediando i giocatori negli spogliatoi, perché rei di non aver infierito sull'eterno avversario spingendolo verso la retrocessione in serie C. Ne rimase stupito Boskov, ricordando ai presenti che era abituato ai derby fra Real Madrid e Barcellona. Era l'epoca di due presidenti gentiluomini, Costantino Rozzi e Ferruccio Zoboletti che non hanno mai nascosto la volontà di stemperare gli animi fra le due tifoserie. Che fra Ascoli e Samb sia stata una sfida dai significati profondi lo testimonia una frase dell'indimenticato Carletto Mazzone: "chi ha giocato Ascoli-Samb non ha paura di niente" disse alludendo alle sfide al Del Duca e al Ballarin, stadio storico della Sambenedettese dove proprio in un derby, il 14 febbraio 1965, si verificò il fatto più triste, la morte di Roberto Strulli, portiere dell'Ascoli, dopo uno scontro fortuito con l'attaccante della Samb Alfiero Caposciutti. E in un Ascoli-Samb giocato il 3 marzo 1968 Mazzone, rimediò un grave infortunio che gli stroncò la carriera di calciatore, ma lo consegnò alla lungimiranza di Costantino Rozzi, il ‘presidentissimo’, che lo tenne e lo trasformò nell’ allenatore che portò l’Ascoli prima in serie B e poi, nella stagione 1973/74, in serie A, dando il via ad una carriera in panchina di altissimo livello. Dopo quasi 40 anni e alterne vicissitudini di varia natura, le squadre di due città della stessa provincia, divise da una trentina di chilometri, ma dalle tifoserie distanti fra loro anni luce, torneranno dunque a sfidarsi su un campo di gioco.
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