AUDIZIONE AL MINISTERO PER LA CANDIDATURA A ANCONA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2028. L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE FRANCESCO ACQUAROLI

Si è tenuta questa mattina nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma, l’audizione del Comune di Ancona per la candidatura a Ancona Capitale Italiana della Cultura 2028
Il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, che ha concluso l’audizione, ha collocato la candidatura in una prospettiva regionale, qualificandola come investimento strategico per l’intero territorio marchigiano e ribadendo il sostegno istituzionale al percorso avviato. Questo l’intervento del presidente Acquaroli: “La nostra è l’unica regione d’Italia che si declina al plurale. Questo policentrismo rappresenta una ricchezza sulla quale dobbiamo puntare e credere. Fin dall’inizio del mio mandato abbiamo scelto di rafforzare le Marche attraverso il rilancio del suo capoluogo, delle infrastrutture, dall’aeroporto all’interporto, fino al porto e alla linea Adriatica ferroviaria. Le Marche sono da sempre un confine orientale della penisola, una porta sull’Adriatico e sul Mediterraneo, grazie anche alla posizione baricentrica di Ancona. Che lo è per geografia e per storia. Fondata dai Greci, in una terra già abitata dai Piceni, con il nome di “Ankon”, gomito, per la sua naturale conformazione, è stata poi romana, e ha avuto il suo sviluppo come Repubblica marinara. Ancona è stata crocevia di mercanti e commerci, popoli e culture, presente nel corso della storia. Da qui partiva San Francesco verso la terra Santa e uomini e galee per la Battaglia di Lepanto. Questo patrimonio identitario vive ancora oggi nella nostra vocazione marittima e nella cantieristica, che coinvolge l’intera eccellenza manifatturiera marchigiana: design, meccanica, mobile, tessile, capaci di competere sui mercati mondiali. Ancona ha un patrimonio importantissimo di monumenti, come la Mole Vanvitelliana che rappresentano l’idea di una città che si protende sul mare. È da questa visione che nasce il nostro progetto ambizioso per il nuovo porto, ispirato proprio da Vanvitelli che a sua volta incarnava i principi di Vitruvio, di cui è stata scoperta la Basilica proprio qualche giorno fa a Fano: un’infrastruttura capace di coniugare sviluppo, identità e qualità urbana, restituendo spazio alla città e rafforzando la sua funzione internazionale. Ancona scelta come Capitale Italiana della Cultura non sarebbe soltanto un riconoscimento alla sua storia, ma soprattutto un investimento sul futuro: uno stimolo decisivo per rendere questo territorio, così ricco e denso di valori, ancora più protagonista nello scenario nazionale e mediterraneo”.
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