Ascoli Piceno - Undici anni fa lo schianto tra Tornado, domani commemorazione a Gimigliano

Sono trascorsi undici anni, ma il ricordo di quella nuvola di fumo avvistata in cielo, subito dopo aver udito un forte boato, è ancora nitido nella mente e nei cuori di tutti gli ascolani
Domani, infatti, ricorre l’undicesimo anniversario della tragedia dei Tornado, avvenuta nei cieli piceni il 19 agosto del 2014. Erano da poco passate le quattro del pomeriggio quando un inferno di fuoco causò la distruzione dei due Tornado dell’Aeronautica Militare e, purtroppo, la morte di quattro ragazzi. Lo schianto avvenne nel territorio comunale di Venarotta. Tutto il paese si mobilitò, a cominciare dal sindaco Fabio Salvi, appena eletto da meno di tre mesi, che in prima persona si mise a disposizione per la ricerca dei corpi dei piloti e per accogliere, in paese, i familiari giunti da ogni parte d’Italia. Anche tanti cittadini, oltre ovviamente ai volontari della protezione civile, cercarono di dare una mano. Ognuno nel suo piccolo. “Furono momenti terribili – ricorda il sindaco -. Dentro di me sono ancora nitide le immagini del dramma. Tutto il paese è profondamente legato alle famiglie dei quattro piloti deceduti e, nella tragedia, si è creato un forte legame sia con loro che con l’Aeronautica”. Oggi, a distanza di undici anni da quell’incidente, i venarottesi ricorderanno ancora una volta Mariangela Valentini, Piero Paolo Franzese, Giuseppe Palminteri e Alessandro Dotto. E lo faranno nel corso della commemorazione in programma alle 17.30 a Gimigliano, nel piazzale antistante la chiesa, nel quale si trova proprio il monumento dedicato ai caduti. Non è ancora noto se ci saranno i parenti delle vittime alla cerimonia, visto che gli stessi ogni anno agiscono con estrema riservatezza. “E’ un dolore senza fine – commenta Stefano Palminteri, papà di Giuseppe, uno dei piloti deceduti nello schianto -. Niente e nessuno ci riporterà indietro i nostri ragazzi. Sono già passati dieci anni da quella tragedia e il dolore è sempre lo stesso. Ma le dimostrazioni di affetto che ci sono arrivate non ci fanno sentire soli e ci fanno capire che i nostri figli non finiranno mai nel dimenticatoio. Ringrazio gli ascolani e la comunità di Venarotta, che ci è sempre stata vicina, sin dal primo momento dopo la tragedia”.
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