Ascoli Piceno - Politica, l'ex assessore Travanti lascia Forza Italia

Claudio Sesto Travanti lascia Forza Italia.
Con una lettera indirizzata al coordinatore provinciale Valerio Pignotti e, per conoscenza, al coordinatore comunale Donatella Ferretti, l’ex assessore all’Ambiente del Comune di Ascoli Piceno ha formalizzato le proprie dimissioni irrevocabili dal partito Forza Italia. Una decisione che, come sottolineato dallo stesso Travanti, è maturata dopo una riflessione approfondita ed è legata a divergenze politiche e a metodi gestionali non più condivisi. Nella comunicazione ufficiale, datata 30 marzo 2026, l’ex amministratore spiega di non riconoscersi più nelle attività e nella linea politica del partito, scegliendo tuttavia di lasciare senza alimentare polemiche pubbliche, “con rispetto e silenzio”, ringraziando comunque alcuni amici per il percorso condiviso. Dietro l’addio, però, ci sono tensioni che affondano le radici già da tempo. Gli screzi interni, infatti, non sarebbero recenti. Già in occasione delle ultime elezioni regionali di settembre, Travanti aveva preso le distanze dalle scelte del partito, arrivando a impegnarsi in prima persona nella campagna elettorale a sostegno dei candidati di Fratelli d’Italia, Francesca Pantaloni e Andrea Assenti. Una posizione che segnava già una frattura evidente. “Non voglio fare polemica, ma negli ultimi tempi sono state fatte scelte che non condivido, già dalle candidature alle ultime Regionali. Non appoggiai il partito”, ha dichiarato Travanti, evidenziando anche uno scarso coinvolgimento personale nelle dinamiche interne. Nel suo percorso politico, Travanti ricorda l’esperienza amministrativa maturata ad Ascoli Piceno, dove ha ricoperto il ruolo di assessore all’Ambiente per diversi anni, prima con il sindaco Piero Celani e successivamente con Guido Castelli. Un impegno lungo che, tuttavia, non è bastato a colmare le distanze emerse negli ultimi tempi. “Poco coinvolgimento nei miei confronti”, aggiunge, ripercorrendo le tappe di un progressivo allontanamento. Già lo scorso luglio, infatti, aveva lasciato il direttivo del partito, scegliendo inizialmente una posizione defilata. “Rimasi nell’ombra”, spiega, fino alla decisione definitiva: “Ora invece lascio proprio il partito”. Le dimissioni segnano dunque la conclusione di un rapporto politico ormai logorato, maturato tra dissensi interni e scelte non condivise, e aprono ora a possibili nuovi scenari per il futuro politico dell’ex assessore ascolano.
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