Ascoli Calcio - Mercato invernale, forse si poteva fare qualcosa in più

Una poltrona per due. La chiusura della deludente sessione invernale di mercato operata dall’Ascoli e la coesistenza di due centravanti importanti per la categoria, come quelli che rispondono ai nomi di Corazza e Forte, finiranno per produrre anche nei confronti di Cudini lo stesso rebus che precedentemente era stato costretto ad affrontare Di Carlo.
All’interno delle scelte tattiche operabili in attacco in quel 4-3-3 che l’attuale timoniere del Picchio ha subito sviluppato, ottenendo subito il ritorno al successo nel match disputato e vinto col Carpi per 2-1 nell’ultima uscita al Del Duca, ci sarà spazio soltanto per uno di loro al centro del tridente offensivo. Lo stesso da qui in poi probabilmente segnerà la restante parte del cammino dei bianconeri. L’infortunio di Forte in qualche modo ha favorito la scelta di Corazza vista nelle recenti gare (ad oggi sceso al terzo posto della classifica marcatori con i suoi 11 gol in campionato), ma nel corso delle prossime settimane non è escluso che lo scenario possa cambiare. E quando lo squalo tornerà a disposizione di tecnico e gruppo inevitabilmente uno dei due sarà destinato a finire in panchina. A centrocampo ora Cudini potrà contare su una gamma di scelta certamente più ampia e di livello rispetto allo scarno panorama visto fino alla fine di gennaio. Gli ingressi di Carpani e Odjer (subito chiamato a giocare sabato prossimo col Rimini data la squalifica del primo) costituiranno due fattori in più. Ancora troppo presto per valutare Baldassin, annunciato dall’Ascoli nelle ultimissime ore di mercato a titolo definitivo dal Campobasso. Il mercato del Picchio, al di là delle classiche frasi di circostanza, è stato insufficiente. E questo perché lo era già stato quello operato la scorsa estate. D’altronde le zone del campo dove si era costretti a mettere mano erano numerose. Alla resa dei conti così, le serie difficoltà economiche del club di corso Vittorio Emanuele e l’improvvisa entrata in campo del nuovo direttore sportivo Sforzini, sono divenuti due fattori estremamente penalizzanti. Niente da fare sulle due corsie laterali dove per tutto il corso della prima metà del torneo il Picchio ha mostrato evidenti difficoltà al netto di qualche sporadica gara positiva di Cozzoli sull’out mancino. In cabina di regia, altro ruolo fondamentale all’interno dello scacchiere per agevolare uno sviluppo fluido del gioco, non ci sono stati ingressi con la conseguenza che a portare la croce toccherà al baby Bando. Quest’ultimo un buon elemento da crescere, ma ancora troppo acerbo per prendere in mano le redini. Infine è mancato il tesseramento di un centrale difensivo. Tra Gasbarro e Gelli l’Ascoli non è riuscito ad aggiudicarsi nessuno dei due.
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