Attualità

Ascoli saluta Primo Valenti, custode dell'oliva ascolana Dop

Il Consorzio: "ha difeso il territorio e trasformato la tradizione in identità"

Editor09 maggio 2026 alle 19:37

Ascoli Piceno - Una folla commossa ha riempito oggi pomeriggio la Cattedrale di Sant'Emidio ad Ascoli Piceno per l'ultimo saluto a Primo Valenti, presidente del Consorzio di tutela e valorizzazione dell'oliva ascolana del Piceno Dop e figura centrale per il mondo della gastronomia e della formazione ascolana.
La città si è stretta attorno alla famiglia, agli amici e ai tanti colleghi che negli anni hanno condiviso con lui progetti, battaglie e successi legati alla valorizzazione del territorio. Durante la cerimonia sono stati numerosi i ricordi affidati alle parole di chi ha lavorato al suo fianco.
Isabella Mandozzi, imprenditrice e componente del Consorzio Dop, ha ricordato il ruolo decisivo avuto da Valenti nella crescita dell'Oliva Ascolana del Piceno certificata: "Dal 2016 Primo è stato capace di creare un gruppo e di far parlare della sua città attraverso eventi, interviste, premi e iniziative che hanno coinvolto anche il ministero. Grazie a lui la vera oliva ascolana è stata conosciuta e riconosciuta ovunque". Un uomo definito "pacifista e pacificatore", capace di unire produttori e artigiani attorno a un obiettivo comune: difendere autenticità e qualità della tradizione ascolana.
Tra gli interventi più sentiti anche quello di Michela Girardi, componente del Consorzio: "Caro Primo, avevi compreso che l'essenza della famosa Dop era il vincolo indissolubile col territorio, frase che avevi fatto tua e amavi ripetere con orgoglio. Grazie alla tua tenacia sono state ottenute sentenze persino davanti al Consiglio di Stato che hanno sancito giuridicamente la tutela dell'Oliva Ascolana del Piceno Dop".
Commovente anche il ricordo di Augusto Parrinello, collega e docente con cui Valenti ha condiviso anni di insegnamento e formazione professionale. "Abbiamo formato insieme oltre duemila ragazzi. - ha detto - Primo era un filosofo gastronomico, un uomo che ha saputo trasformare la cultura del cibo in identità e conoscenza".