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Allo stabilimento Barilla di Ascoli Piceno presidio lavoratori contro il piano industriale

Amministratore21 ottobre 2026 alle 13:28

Anche davanti allo stabilimento Barilla di Ascoli Piceno stamani la tensione si è fatta sentire forte e chiara.

I lavoratori si sono riuniti in presidio per le prime otto ore di sciopero, nell'ambito del pacchetto di 16 ore proclamato unitariamente da Fai, Flai e Uila in tutto il gruppo.

La protesta coincide con il tavolo di crisi convocato dalla Regione Campania per la vertenza sul pastificio di Marcianise e sui mulini di Castelplanio (Ancona) e Altamura.

Nello stabilimento piceno, che conta circa 160 dipendenti diretti e 65 interinali, l'adesione alla mobilitazione riflette una doppia e profonda inquietudine. Da un lato c'è la sincera solidarietà verso i colleghi direttamente minacciati dal piano di cessioni annunciato a metà settembre; dall'altro cresce una forte preoccupazione per il futuro stesso del sito di Ascoli.

Tra i cancelli la parola d'ordine è una sola: "oggi tocca a loro, domani potrebbe succedere a noi".

I sindacati stigmatizzano l'atteggiamento dell'azienda, accusata di procedere con decisioni unilaterali senza ascoltare le richieste emerse dalle assemblee dei lavoratori. Per le organizzazioni sindacali è fondamentale riaprire un confronto vero e sospendere ogni ipotesi di cessione, riaffermando che il futuro di Barilla deve essere costruito insieme alle maestranze.

L'azienda ribadisce la volontà di tutelare l'occupazione e la continuità produttiva dei siti coinvolti. Ma lo scetticismo resta alto: i lavoratori chiedono segnali concreti, la convocazione del coordinamento di gruppo e il ripristino di relazioni industriali basate sul dialogo e sul rispetto reciproco.