Attualità

UN PO' DI ABRUZZO NEI GIOCHI DEL MEDITERRANEO DI TARANTO

A firma dello studio PARIS di AVEZZANO la progettazione del nuovo PALARICCIARDI

Editor21 agosto 2026 alle 14:16

Inaugurato a luglio, ospiterà le gare di atletica e scherma. Livio Paris :" Orgogliosi di aver contribuito alla realizzazione di una struttura all'avanguardia, fiore all'occhiello per l'intero paese".

C'è anche un po' di Abruzzo nei Giochi del Mediterraneo 2026 ospitati dall'Italia a Taranto, con cerimonia di apertura questa sera alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: porta la firma dello Studio Paris Engineering di Avezzano il PalaRicciardi, che fino al 3 settembre ospiterà le gare di scherma e di atletica leggera.

Costata 40.000.000 di euro, da poco inaugurata, con il progetto di Studio Paris engineering realizzato del luglio 2024, il PalaRicciardi vanta la prima pista di atletica indoor del Sud Italia, e può ospitare 1.500 spettatori, adatto anche per concerti e grandi manifestazioni. 

Solo uno dei fiore all'occhiello della società fondata nel 2016 dall’ingegnere Livio Paris, oggi direttore tecnico, che in pochi anni ha raggiunto un portafoglio lavori superiore ai 100 milioni di euro, con commesse in tutta Italia di concept design, progettazione, pianificazione e gestione del cantieri, con 40 dipendenti di cui quasi la metà donne.

"Il nostro lavoro - commenta Livio Paris -, consiste nella sua essenza nel trasformare un'idea astratta in un'opera reale, dalla teoria all'applicazione pratica. Missione compiuta, per quanto riguarda il PalaRicciardi, che assolve in maniera eccellente alla sua funzione, per una manifestazione sportiva di questa importanza e portata, tra le più importanti del centro sud Italia. Apprezzata per la sua qualità, anche estetica, sia dagli atleti che dagli spettatori".

Il PalaRicciardi, situato nel rione Salinella, è stato realizzato riqualificando la precedente e non più adeguata struttura sportiva, interessando un'area di 22mila metri quadrati. Dispone oggi una pista indoor da 200 metri a sei corsie, prima nel meridione omologabile per competizioni internazionali World athletics, con un rettilineo da 60 metri a otto corsie, aree dedicate ai salti e ai lanci, oltre a un edificio distribuito su tre livelli con spogliatoi, locali tecnici, aree operative, spazi per i media e servizi per il pubblico.

Per quello che riguarda la scherma la struttura dispone di 16 pedane complessive, tra competizione e allenamento, per ospitare i tornei delle varie specialità.

Le tribune da 1.500 spettatori fanno sì che l’impianto sia perfettamente attrezzato sia per le grandi manifestazioni sportive sia per eventi multifunzionali destinati ad animare la struttura anche dopo i Giochi.

"Dal punto di vista progettuale - spiega ancora Paris -, aspetto qualificante e distintivo dell'opera è la grande arena coperta a sviluppo ellissoidale, caratterizzata da una  copertura in acciaio con membrana tensionata in pvc concepita per garantire elevate prestazioni strutturali e funzionali. Il progetto ha poi puntato molto sulla sostenibilità, con pensiline fotovoltaiche, ampie aree verdi e più della metà della superficie destinata a terreno permeabile. L’intervento produrrà inoltre importanti ricadute economiche e sociali: attiverà nuove opportunità, rafforzerà l’attrattività del territorio e, soprattutto, restituirà alla comunità uno spazio rinnovato, accessibile e inclusivo, destinato a generare valore anche oltre la durata dei Giochi".

Aggiunge l'architetto Noemi D'Alessandro, collaboratrice dello Studio Paris Engineering: "la riqualificazione dell’area del PalaRicciardi, nell’ambito dei Giochi del Mediterraneo, rappresenta un’importante occasione di rigenerazione urbana, fondata sul recupero dell’esistente attraverso demolizione e ricostruzione, senza nuovo consumo di suolo. La sostenibilità del progetto è intesa in senso integrato: non solo efficienza energetica, riduzione dei consumi e recupero delle acque, ma anche capacità dell’area di adattarsi ai cambiamenti climatici e alle future esigenze della città. La nuova infrastruttura diventa così un elemento di resilienza urbana, grazie alla qualità degli spazi, alla flessibilità d’uso e alla valorizzazione del verde e degli spazi pubblici"