Tra i protagonisti della grande mostra sull’arte italiana anche il maestro Mario Vespasiani

Si apre domenica 11 maggio alle 18,30 a Pescara presso il Museo delle Genti d’Abruzzo, una importante mostra collettiva dal titolo: Varie narrazioni ed altre cromie. L’arte italiana tra figura ed astrazione a cura del critico d’arte e letterario Massimo Pasqualone con la direzione artistica di Ivan Antonio Giampietro.
Tra gli artisti accuratamente scelti per questa mirata ricognizione sull’arte italiana, spicca quale più giovane artista Mario Vespasiani, tra maestri che vanno da Renato Guttuso a Mimmo Rotella a Mario Schifano sino ad altre eccellenze dell'arte dei giorni nostri. Uno degli eventi più attesi di questa primavera, che indaga quasi un secolo di pittura, attraverso le più eterogenee conquiste stilistiche e tematiche. Vespasiani molto apprezzato in Abruzzo, torna in una rassegna museale dopo le due personali all’Aurum di Pescara nel 2014 e al Museo Michetti di Francavilla del 2019 dove espose opere di dieci metri. Di Vespasiani sono stati scelti per questa collettiva due lavori inediti realizzati nel 2025 e collegati alle mostre personali in corso al Galata Museo del Mare di Genova e al Museo del Mare e della Costa di Sabaudia. Le tele definite ad "alto volume" per via degli elementi tridimensionali che affiorano dalla superficie del quadro, riflettono sulla condizione umana, attraverso la metafora del veliero che solca acque inesplorate e località remote, come elemento chiave che sa affrontare sia le difficoltà ma anche accogliere la bellezza quando si staglia nitida e serena come un orizzonte. Sottolinea il curatore della mostra Pasqualone: "si tratta di un evento unico che porta a Pescara artisti del calibro di Cascella, Emblema, Faccincani, Finzi, Guttuso, Kostabi, Lodola, Morlotti, Nespolo, Pagliacci, Pedretti, Pericoli, Rotella, Sassu, Schifano, Sughi e Mario Vespasiani, con l’intento, come dice il titolo scelto per la mostra, di indagare il ruolo dell’artista e dell’arte tra varie narrazioni ed altre cromie. La possente biografia esistenziale e culturale, la capacità di veicolare attraverso i colori le emozioni, l’universo simbolico sedimentato negli studi, una lunga serie di correlativi oggettivi - prosegue Pasqualone nel catalogo edito per l’occasione - sono la cifra stilistica di questa proposta artistica, che mai testimonia una visione disincantata del mondo, della storia e della realtà, che mai contempla il mondo senza lasciarsi irretire dalle sue brutture".
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