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Sap Ascoli Piceno, 'contro violenza non serve l'esercito, ma investire in personale'

24 gennaio 2026 alle 12:33
Sap Ascoli Piceno, 'contro violenza non serve l'esercito, ma investire in personale'

L'episodio di violenza avvenuto ieri sera a San Benedetto, culminato nell'accoltellamento e nel ferimento gravissimo di un cittadino straniero, riporta al centro del dibattito locale il tema della sicurezza.

Sulla scia dell'accaduto, si sono moltiplicate le proposte politiche, tra cui quella di impiegare i militari nel controllo del territorio. Una soluzione che non convince il segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), Massimiliano d'Eramo. "Il mio dissenso - afferma - non nasce da pregiudizi ideologici, ma da valutazioni di merito e di funzione istituzionale. Il controllo del territorio è una competenza propria delle forze di polizia, che sono formate per prevenire i reati, gestire le dinamiche sociali e garantire un rapporto costante con i cittadini". Secondo d'Eramo, il ricorso ai militari, se non circoscritto a situazioni eccezionali e temporanee, rischia di creare una sovrapposizione di ruoli. "Le forze armate - sottolinea - rispondono a logiche operative diverse, legate alla difesa e all'emergenza, non alla gestione ordinaria della sicurezza civile". Per il segretario del Sap ascolano la strada da seguire è un'altra: "La sicurezza non si costruisce con soluzioni simboliche, ma con investimenti strutturali: più personale, più formazione, mezzi adeguati e condizioni di lavoro dignitose. Difendere il ruolo delle forze dell'ordine significa difendere un modello di sicurezza equilibrato e coerente con i principi democratici".