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Sanità, Giuliano (UGL): “Ricorso a personale straniero non sia risposta alla crisi della professione infermieristica”

Editor08 maggio 2026 alle 13:06
Gianluca Giuliano

“Siamo di fronte a un’emergenza nazionale che ha radici profonde nel passato, con le responsabilità chiare di chi negli anni scorsi ha depauperato e indebolito il SSN. La carenza di infermieri, ne contiamo 65000 in meno del fabbisogno, è un dramma che non può più essere ignorato e che nasce dai gravissimi errori di programmazione di chi ha gestito la sanità in passato, privilegiando i tagli lineari alla valorizzazione del personale” dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, analizzando i dati che prevedono una voragine di un milione di professionisti in Europa entro il 2030. “In Italia la situazione è critica, con una fuga di massa dai reparti alimentata da stipendi tra i più bassi del continente, carichi di lavoro estenuanti e una mancanza di adeguata sicurezza sul luogo di lavoro, come dimostrano le troppe e inaccettabili aggressioni ai danni degli operatori, fenomeni che insieme al burnout stanno logorando la salute mentale dei nostri professionisti” prosegue il sindacalista, evidenziando come il ricorso massiccio a personale proveniente da nazioni extra-UE come, ad esempio, Tunisia, India e Paraguay rappresenti solo un rimedio temporaneo che non risolve il problema strutturale. “È indispensabile che ogni inserimento dall’estero sia accompagnato da una verifica rigorosa e ferrea dei titoli di studio e delle competenze reali: non possiamo permetterci il rischio che arrivino professionisti privi di una formazione adeguata agli standard italiani, perché la tutela del paziente e la qualità del servizio sanitario nazionale non possono subire deroghe o sconti” incalza il Segretario. “L’Italia deve smettere di rincorrere le emergenze e dare ulteriore forza agli investimenti per rendere la professione infermieristica nuovamente attrattiva, garantendo salari dignitosi, una reale autonomia professionale, protezione negli ospedali e percorsi di crescita che permettano ai nostri giovani di tornare a scegliere questa carriera con orgoglio e sicurezza” conclude Giuliano.