Sanità, Bottiglieri evidenzia: "Ancora una volta il Piceno si attesta nell’ultimo gradino"

"La distribuzione degli ospedali di comunità non è stata mai molto equilibrata nel territorio regionale: con la realizzazione di quanto previsto nel PNRR avevamo, in media, un OdC per 100.000 abitanti nella provincia di Ascoli Piceno ed il doppio nella provincia di Macerata, sulla base della programmazione deliberata dalla vecchia giunta regionale.
A seguito delle dichiarazioni del Presidente Acquaroli, rilasciate durante la prima riunione del nuovo Consiglio Regionale, sulla necessità di una revisione sia del piano sociosanitario approvato nel 2023 per adeguarlo alle esigenze della nostra comunità regionale (a partire dalla sanità territoriale e dalla riduzione delle liste d’attesa), sia di un adeguamento degli atti aziendali delle AST, abbiamo sperato in una positiva riformulazione delle strutture territoriali previste per la nostra Azienda sanitaria. Tra i primi atti della nuova Giunta Regionale delle Marche c’è stata l’approvazione della delibera n. 1654/2025, che fornisce il quadro e gli indirizzi organizzativi degli Ospedali di comunità (OdC). I posti letto complessivi previsti nella Regione sono 511, pari a 37 posti letto per 100mila abitanti. Un dato singolarmente felice in quanto superiore agli stessi standard nazionali (20 p.l. x 100 mila abitanti). Gli ospedali di comunità sono inseriti nella rete delle strutture residenziali che vengono dopo l’ospedale, quando occorre completare il processo di stabilizzazione del paziente. Si tratta di strutture importanti anche ai fini di alleggerire i reparti ospedalieri. Purtroppo ancora una volta si registrano in modo ingiustificato differenze enormi fra un territorio e l’altro e, di nuovo, il nostro territorio è fortemente penalizzato. Nella Azienda sanitaria (AST5) di Ascoli Piceno sono previsti complessivamente 37 posti letto pari a 18 posti letto (PL) per 100.000 abitanti mentre nella AST di Macerata sono previsti 170 posti letto pari a 58,3 pl per 100.000 abitanti, più del triplo. Non solo; la nostra Azienda è l’unica che registra una previsione di 18 posti letto anziché 20 ogni 100mila abitanti, meno dello standard nazionale. Leggere e analizzare i numeri non è un esercizio superfluo o inutile perché, in questo caso, ci dimostrano come non ci siano equità nella distribuzione delle risorse e parità di accesso ai servizi sanitari tra i cittadini marchigiani. Non è dato sapere quali criteri hanno originato queste scelte. Nessun adeguamento, nessuna correzione dei guasti precedenti; ancora una volta il Piceno si attesta nell’ultimo gradino."
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