Attualità

San Francesco, Patrono d’Italia. Una mattinata tra musica, storia e responsabilità civile

Sala Consiliare gremita per il primo appuntamento della rassegna dell’Associazione Socio-culturale “Scintille”

Amministratore03 ottobre 2026 alle 20:36

San Benedetto del Tronto - Una Sala Consiliare gremita e un pubblico attento hanno accompagnato questa mattina il primo appuntamento della rassegna culturale promossa dall’Associazione Socio-Culturale “Scintille”, dedicato a San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, nell’anno dell’ottavo centenario della sua morte. Un incontro costruito attraverso la musica, la parola, la storia e una riflessione sul significato che la figura di Francesco può ancora assumere per la società contemporanea.

Ad aprire la mattinata è stato il sindaco Nicola Mozzoni, che ha rivolto il proprio indirizzo di saluto esprimendo apprezzamento per l’iniziativa e per il percorso culturale proposto dall’Associazione. Il sindaco ha quindi introdotto personalmente la Corale Polifonica “Giovanni Tebaldini”, affidando alla formazione musicale l’apertura di un incontro nel quale la dimensione artistica e quella culturale sono state strettamente intrecciate.

La Corale, diretta dal maestro Silvia Ulpiani, ha accompagnato i diversi momenti della mattinata attraverso tre brani legati alla figura di San Francesco. Squilla, Cantico di Frate Sole e Salve Francesco hanno scandito i tre momenti della relazione, creando un dialogo continuo tra musica e parola. Il programma della mattinata prevedeva infatti una precisa alternanza tra i momenti musicali e le tre parti della riflessione dedicata alla storia di Francesco, al rapporto con il creato e all’eredità sociale e civile della sua testimonianza.

Particolarmente significativo è stato il contributo dell’attore Simone Cameli, che ha accompagnato il pubblico attraverso letture e interventi dedicati a San Francesco, introducendo i diversi momenti musicali e contribuendo a mettere in evidenza il rapporto tra la figura del Santo, la parola e la musica sacra. La sua interpretazione ha dato profondità e coinvolgimento al racconto, creando un filo narrativo tra le esecuzioni della Corale e i contenuti della relazione. La musica, in questo modo, non è stata soltanto un accompagnamento, ma è diventata parte integrante della narrazione della mattinata.

Al centro dell’incontro la relazione di Marco Sprecacè, giornalista e operatore sociale, che ha proposto una lettura della figura di San Francesco a partire dalla sua esperienza

storica e umana, evitando deliberatamente un approccio teologico e scegliendo invece lo sguardo del giornalista e dell’osservatore della società.

Il percorso è partito dal contesto nel quale Francesco è vissuto, dalla società comunale, dalla crescita dei commerci e dalle trasformazioni economiche e sociali dell’epoca, per arrivare alla conversione, alla spogliazione, alla scelta del sine proprio e all’incontro con le persone più fragili. La relazione ha quindi accompagnato il pubblico verso alcuni dei temi centrali dell’esperienza francescana, dalla fraternità alla cura del creato, dal rapporto con i beni e con l’economia al servizio, dalla responsabilità personale alla pace.

La riflessione ha cercato soprattutto di evitare una lettura semplicemente celebrativa di Francesco. Il punto centrale dell’intervento è stato infatti il tentativo di comprendere perché una figura vissuta otto secoli fa continui a porre interrogativi al presente. Francesco, è stato sottolineato, non può essere trasformato in un interprete contemporaneo delle nostre categorie politiche e sociali e non offre un programma già pronto per affrontare le questioni del nostro tempo. La sua forza risiede piuttosto nella capacità di porre domande.

Da qui alcuni degli interrogativi lasciati aperti al pubblico. Chi rischiamo di non vedere nelle nostre comunità? Quale rapporto abbiamo con ciò che possediamo? Che cosa significa oggi prendersi cura del territorio e del bene comune? Che cosa facciamo delle responsabilità che ci sono state affidate? E, soprattutto, quale contributo siamo disposti a offrire alla comunità nella quale viviamo?

La riflessione ha trovato il proprio punto di arrivo nella responsabilità personale e collettiva. Seguendo l’esperienza di Francesco, il messaggio proposto da Sprecacè è stato quello di non delegare interamente agli altri, alle istituzioni o alle organizzazioni il compito di costruire una comunità più attenta alle persone e al bene comune. Ognuno, secondo le proprie possibilità, può mettere a disposizione tempo, competenze, relazioni e capacità.

Una prospettiva sintetizzata nella frase con la quale il relatore ha concluso il proprio intervento

«Non tutti possiamo fare tutto. Tutti possiamo fare qualcosa».

La mattinata si è quindi conclusa con gli interventi istituzionali e i ringraziamenti, tra i quali quello dell’assessore Simona Alfonsi, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’iniziativa e per il percorso culturale proposto. L’assessore ha rivolto particolare attenzione anche alla mostra dedicata a San Francesco, allestita nell’ambito delle iniziative promosse da Scintille e visitabile fino al 18 ottobre a San Benedetto del Tronto.

Nel corso dei saluti è intervenuto anche il dott. Marco Giri, che ha presentato il prossimo appuntamento della rassegna, in programma sabato 10 ottobre alle ore 10.00 presso l’Auditorium Tebaldini del Comune di San Benedetto del Tronto, in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale. Il convegno, dal titolo “La cura dell’arte, l’arte che cura”, vedrà la partecipazione, insieme allo stesso dott. Giri, della dott.ssa Maria Di Nicolò e del dott. Alessandro Carano. L'appuntamento sarà dedicato al rapporto tra arte, cura e salute mentale e si inserisce nel percorso sviluppato attraverso la collaborazione tra il Centro di Salute Mentale, gli artisti del gruppo “Diritto di Volare”, i volontari, i frati della Parrocchia di Sant’Antonio e l’Associazione Culturale Scintille.

A chiudere la mattinata è stata Donatella Lamperti, presidente dell’Associazione Socio-Culturale Scintille, che ha ringraziato i protagonisti dell’incontro e il pubblico presente, ricordando i prossimi appuntamenti della rassegna.

La partecipazione numerosa di questa mattina, con una Sala Consiliare piena e un pubblico particolarmente attento, rappresenta un segnale significativo per il percorso promosso dall’associazione. L’appuntamento inaugurale ha infatti dimostrato come una proposta culturale capace di mettere insieme storia, musica, arte, spiritualità e dimensione civile possa suscitare interesse e partecipazione.

Questa mattina, attraverso la musica della Corale Tebaldini, le parole e le letture di Simone Cameli, la riflessione di Marco Sprecacè e gli interventi delle istituzioni e dell’Associazione Scintille, San Francesco è tornato così a essere non soltanto una figura da ricordare, ma soprattutto una figura capace di porre domande al presente.