San Benedetto, si è svolto il convegno su “Salute, Benessere e invecchiamento attivo” organizzato dalla locale Lega Pensionati Spi Cgil

San Benedetto - Il 15 settembre scorso a San benedetto del Tronto, la locale Lega Pensionati Spi Cgil ha organizzato un convegno su “Salute, Benessere e invecchiamento attivo”,
anche per sollecitare tutti i candidati alle prossime elezioni regionali delle Marche a mettere nello loro agende le nostre richieste a favore degli anziani e delle persone fragili, ma che sempre più riguardano l'intera società per il crescente invecchiamento della popolazione. Dopo i saluti della segretaria provinciale SPI Teresa Cirillo e l’introduzione di Paolo Filiaci Segretario della Lega SPI di San Benedetto, gli interventi di Barbara Nicolai Segretaria Cgil, del Dott. Filippo Tommaso Feliziani Geriatra della locale AST e della Dott.ssa Maria Simona Marconi coordinatrice dell'Ambito Sociale n. 21- le conclusioni della Segretaria Generale Nazionale Daniela Barbaresi. Dagli interventi è emerso che l'invecchiamento attivo favorisce salute e benessere e consiste nell’avere una vita sociale gratificante e vari interessi anche nella cosiddetta terza età. Inoltre fare sport e attività psico fisiche compatibili con lo stato di salute può essere utile, come impegnarsi in attività di volontariato in associazioni senza fini di lucro. Ma anche continuare a svolgere attività lavorative vere e proprie, secondo i tempi e l'impegno che l'età consente, purché non si sia costretti a farlo per necessità economica, come purtroppo a tanti anziani accade nella nostra provincia, che in Italia è al penultimo posto per pensioni medie più basse. Lo rileva una recente indagine del nostro istituto di ricerca IRES CGIL. le Marche hanno il poco invidiabile primato della regione con la media delle pensioni più bassa d’Italia, a causa di retribuzioni misere, lavoro nero e domiciliare, prolungate disoccupazioni e maternità. In questo quadro desolante, il territorio provinciale di Ascoli Piceno è il peggiore dopo quello di Fermo. Basse pensioni rivalutate quest’anno dello 0,8% a fronte di un costo dei beni di prima necessità aumentati mediamente del 10% e le pensioni minime di circa 630 euro mensili, hanno avuto un ridicolo aumento di 3 euro lorde. Nei fatti, le politiche del Governo Meloni hanno prodotto l’esatto contrario di quanto promesso nella campagna elettorale del 2022: aumenti delle accise sui carburanti, delle utenze, dei prodotti alimentari anche di prima necessità. Il prezzo medio dei medicinali è quasi raddoppiato con una sanità sempre più privata e a pagamento. Come risultato, molte persone ormai rinunciano a curarsi e a svolgere gli opportuni accertamenti per favorire la diagnosi precoce e la prevenzione delle malattie. Con tutta la sua forza è emerso il problema della non autosufficienza, che nel nostro Paese spesso è un dramma, non solo per chi la vive, ma anche per tutta la famiglia. Lo SPI-Cgil, insieme a Cisl e Uil, dopo oltre vent’anni di richieste ai vari governi nazionali ha ottenuto la legge sulla non autosufficienza con il Governo Draghi, ma il Governo Meloni a tutt’oggi non ha emanato i relativi decreti attuativi e non l’ha finanziata, rendendo impossibile la sua effettiva attuazione. Di conseguenza le famiglie sono sole nel caso di un famigliare non autosufficiente, spesso si indebitano, diventano sempre più povere. Servono più risorse per la non autosufficienza ed il potenziamento dell’assistenza domiciliare, per evitare ricoveri inopportuni nelle RSA e nelle RP. Da tempo i Sindacati chiedono alla Regione Marche l’aumento dei posti letto nelle RSA e RP per diminuire le liste di attesa, che sono particolarmente lunghe nel sud della Regione. Inaccettabile appare anche il recente aumento delle rette nelle RSA e nelle RP introdotto dal Governo Acquaroli, senza un adeguato aumento dei servizi. Ma la richiesta prioritaria riguarda il potenziamento dell’assistenza domiciliare, per non sradicare l’anziano dal contesto familiare e sociale. Nelle conclusioni, la segretaria nazionale Cgil Barbaresi ha chiesto ai Governi regionale e nazionale un impegno sui temi socio-sanitari ben più concreto di quello finora dimostrato. Si pensi, ad esempio, ai tagli in termini relativi alle risorse per la Sanità Pubblica, sia rispetto all'effettiva inflazione che rispetto al Pil. La Segretaria Barbaresi ha criticato anche l'incapacità di spendere le risorse previste dal PNRR sia in termini quantitativi che di efficacia degli interventi per quanto riguarda il potenziamento della sanità territoriale, la nascita degli ospedali di comunità con i medici di medicina generale ad operarvi in equipe per prevenire i numerosi accessi impropri ai pronto soccorso e all’ospedale. Ospedali di comunità e potenziamento della medicina del territorio con i fondi del PNRR che sono utilizzabili ancora per pochi mesi, ma che a causa del forte ritardo nell'iter realizzativo, anche a San Benedetto del Tronto potrebbero non vedere mai la luce.
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