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Rifiuti, corruzione e peculato, 37 gli indagati nell' inchiesta tra Ascoli e Fermo

Coinvolte due società, sequestrati terreni e autocarri

Editor15 giugno 2026 alle 11:38

Corruzione, peculato, ricettazione e gestione illecita di rifiuti.
Sono le principali ipotesi di reato contestate nell'ambito dell'operazione "Picenum", coordinata dalla Procura di Fermo e condotta dai militari del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Ancona, con il supporto dei militari de Noe di Grosseto, della Stazione di Grottammare e del Nucleo Radiomobile di Fermo.
Sequestrati documenti, terreni, mezzi meccanici, autocarri e smartphone. Al momento risultano 37 denunciati e due società coinvolte. Il quantitativo di rifiuti movimentati illecitamente sarebbe non inferiore a 250 tonnellate; il valore dei beni sequestrati e delle future opere di bonifica è stimato in 800mila euro.
Nei giorni scorsi sono stati eseguiti sequestri e perquisizioni nei confronti di sette persone fisiche e due società, ritenute coinvolte in un articolato sistema illecito legato alla gestione dei rifiuti in entrata e in uscita dal Centro di Raccolta di Grottammare e altre aree situate nei territori di Grottammare e Campofilone.
Secondo gli investigatori, alcuni soggetti avrebbero agevolato il conferimento nella ricicleria di rifiuti speciali non ammessi dalla normativa vigente, ricevendo in cambio somme di denaro. Due addetti del centro, dipendenti di PicenAmbiente - società estranea alle contestazioni - avrebbero sottratto materiali di elevato valore economico, tra cui circa due tonnellate di batterie al piombo esauste, poi cedute a terzi dietro compenso, sottraendole alla disponibilità dell'ente pubblico.
L'indagine, sviluppata da diversi mesi attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche, sistemi di videosorveglianza, verifiche documentali e bancarie, oltre a servizi di osservazione e pedinamento, avrebbe consentito di individuare ulteriori siti utilizzati per lo stoccaggio illecito dei rifiuti o per il loro smaltimento mediante interramento, con possibili conseguenze per l'ambiente e il sottosuolo.
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato un flusso costante di rifiuti, prevalentemente materiali edili come calcinacci, lana di roccia e altri isolanti, trasportati a bordo di autocarri non autorizzati e introdotti nel centro di raccolta senza registrazione e, in alcuni casi, anche fuori dagli orari di apertura.