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Ricci: "Nethanyau è un criminale di guerra. Governo Meloni in imbarazzo, metta finalmente le sanzioni a Israele"

Editor22 maggio 2026 alle 12:48

"Quello che è successo agli italiani della Flotilla succede in maniera ancora più grave tutti i giorni al popolo palestinese. È ora di dire basta. Il Governo italiano non ha riconosciuto lo Stato palestinese come hanno fatto altri governi europei, ha partecipato come osservatore al Board of Peace di Trump e Netanyahu che in realtà è un Board of business dove vogliono solo spartirsi la Palestina, e oggi si limita a mettere le sanzioni a un singolo ministro israeliano: sta diventando una cosa quasi ridicola. O si mettono le sanzioni all'intero governo israeliano e si interrompono i rapporti commerciali, o si continua a condividere una politica scelerata, che ha portato anche alla guerra in Iran che pagano famiglie, industrie e cittadini europei a caro prezzo con la benzina alle stelle e non solo. Il Governo non può continuare a difendere l'indifendibile portando avanti una mera politica retorica del non condivido ma non condanno”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD, intervenuto ieri a ‘4 di Sera’ su Rete 4.
"È la prima volta che Tajani dice una parola a difesa della Flotilla, la prima volta che denuncia ufficialmente un ministro israeliano. Che cos'altro deve succedere? - dichiara Ricci - Basta riandare ad ascoltare le parole che diceva Andreotti: l'Italia ha sempre avuto nel Mediterraneo e nel Medio Oriente un ruolo di grande equilibrio e di riconoscimento del popolo palestinese. Tutta quella politica non c'è più. - aggiunge - Oggi c'è un mondo intero, Italia compresa, asservita al volere di Nethanyau, che è sempre più un criminale di guerra che andrebbe consegnato alla giustizia internazionale. - prosegue - Anche oggi (ieri ndr) in Parlamento europeo le destre hanno votato contro la sospensione degli accordi di cooperazione tra Europa e Israele e contro le sanzioni. Il diritto internazionale non è opzionale: era l'occasione per cambiare rotta e l'hanno sprecata ancora una volta".